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INPROVES: motori elettrici innovativi lombardi, non sono un sogno ma realtà
Roberto Vavassori

INPROVES: motori elettrici innovativi lombardi, non sono un sogno ma realtà

di Debora Bionda

Inutile fare finta di nulla, la tutela dell’ambiente è affare di tutti, nessuno escluso. E passa da tante piccole e grandi scelte quotidiane, come privilegiare veicoli a ridotto impatto ambientale.

Si sono fatti passi avanti importantissimi negli ultimi anni, ma non basta. La sfida ora è quella di produrre componenti con prestazioni superiori alle attuali e a basso costo. Ed è proprio questo l’obiettivo di un gruppo di realtà lombarde, alcune già affermate a livello nazionale e internazionale, altre brillanti start up da poco sul mercato. Un sodalizio vincente che crea un precedente virtuoso a cui rifarsi che ha dato vita al progetto INPROVES. Al fianco di queste aziende del territorio, c’è Regione Lombardia, in particolare l’Assessorato Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione che grazie ai fondi POR FESR 2014-2020 ha dato un sostanzioso aiuto a INPROVES, con un contributo di 4.013.870,18 euro su un valore complessivo di 7.399.058,43 euro.

L’obiettivo di INPROVES è realizzare motori più performanti e più leggeri, con emissioni inquinanti ridotte. Come? Sviluppando prototipi di motori elettrici brushless a magneti permanenti di elevatissime prestazioni, non ancora esistenti sul mercato. Abbiamo incontrato Roberto Vavassori, Direttore Business Development e Marketing di Brembo SpA, azienda capofila del progetto, per farci raccontare i punti forti di INPROVES.

Qual è l’impatto sociale del progetto?

“L’impatto sociale lo leggo in due modi, il primo guarda al prodotto e al processo e quindi a portare sul mercato tecnologie che sono più ecofriendly che aiutano la transizione della mobilità dagli schemi attuali verso criteri diversi e più in linea con le normative europee, questo per quanto riguarda sia l’elettrificazione dei nostri prodotti di frenatura elettrica sia per la mobilità intesa in senso più ampio come i motori per trazione elettrici studiati in questo progetto da Magneti Marelli. Il secondo impatto sociale è dato dalla possibilità per aziende oggi attive in determinati settori, la stessa Magneti Marelli che è soprattutto orientata al motore a combustione interna con i suoi iniettori e centraline di controllo, Brembo con la frenatura tradizionale per quanto di alta prestazione, di evolvere verso nuovi modelli di processo e prodotto e quindi nel lungo periodo garantire occupazione e incrementare il livello di ricerca e innovazione sul nostro territorio. C’è un terzo impatto che riguarda il posizionamento delle aziende lombarde, che riescono a rimanere leader nel mondo esportando le tecnologie sviluppate.”

Come sarà possibile ridurre le emissioni inquinanti?

“In due modi significativi. Intanto continuando ad abbracciare quella che chiamiamo neutralità tecnologica, quindi non focalizzandosi su una tecnologia, sto pensando alle batterie per esempio che oggi sono molto inefficienti, pesanti e arrivano dall’Asia, con nullo contributo europeo, ma anche con la conversione di idrogeno per la trazione, con carburanti sintetici che possono addirittura essere prodotti in parte dai rifiuti e quindi con una grande visione di economia circolare. In Lombardia il sistema più rapido veloce e sicuro per ridurre PM10 e  CO2 dal territorio è semplicemente il rinnovo del parco. Se oggi noi riuscissimo a rinnovare il parco con i motori endotermici esistenti, sia diesel sia benzina, ridurremmo immediatamente di oltre il 30% la C02 emessa, NOx e il particolato.”

Come sarà misurabile l’impatto ambientale dei nuovi motori?

In due modalità, uno guardando il processo e alla produzione su scala industriale limitata di questi prodotti e quindi il carbon footprint della nostra produzione dovrà risultare minore rispetto ad una corrispondente produzione attuale. Dall’altro punto di vista il fatto che avremo frenature elettriche e trazione elettrificata comporta ulteriori vantaggi a favore dell’ambiente.

A che punto è il progetto?

Siamo vicini al mid term point, noi stiamo ordinando le macchine che abbiamo definito insieme a un gruppo di fornitori, tra l’altro italiani, e ci attendiamo che arrivino nei prossimi mesi. Abbiamo definito il layout, abbiamo fatto largo uso di realtà virtuale sia nella progettazione del processo sia del prodotto e quindi la più parte del lavoro è stata fatta perché ormai noi lavoriamo tantissimo con simulazioni virtuali e solo all’ultimo ‘tocchiamo il metallo’. Quindi quando andiamo a ordinare un impianto e proprio l’ultima fase di un lungo lavoro di progettazione di processo e prodotto.

INPROVES ha dato vita a un insolito partenariato, quali realtà sono coinvolte?

Un’importante caratteristica del progetto è il fatto di mettere insieme attori di diverse dimensioni. Ci sono aziende consolidate come Brembo e Magneti Marelli, start up e altri preziosi partner come eNovia, Mako-Shark, Peri, MDQuadro, UTPVision e Università degli studi di Bergamo. La Fondazione Politecnico di Milano collabora al progetto. Abbiamo quindi creato un modello virtuoso di sinergia realizzando una filiera industriale che potrebbe diventare un prototipo, a partire dall’accademia, passando per le start up e usando il catalizzatore di aziende più grosse che riescono ad andare sul mercato.

Sono previsti dei brevetti?

Abbiamo già chiesto 3 brevetti principali e ce ne saranno da 3 a 5 accessori.

Cosa pensa dell’attività dell’Assessorato alla Ricerca, Innovazione, Sviluppo e Internazionalizzazione di Regione Lombardia sul fronte della valorizzazione di progetti innovativi del territorio?

“Questa è l'Europa che funziona, erogando i fondi regionali a realtà virtuose quali la Lombardia. Noi e altri partner legati alle tecnologie innovative, contiamo molto che questa capacità di Regione Lombardia di intercettare fondi europei e di riversarli sul territorio in maniera intelligente continui.”

 

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