Champions City

Di Lorenzo Zacchetti

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Eroici Seamen, meritate un premio da parte del Comune di Milano!

di Lorenzo Zacchetti

Nell'indifferenza più totale, domenica 24 luglio una squadra milanese ha giocato la finale di Champions League. All'incredibile mancanza di lungimiranza e di attenzione dei media, spero che ponga rimedio l'intervento della Giunta di Beppe Sala, perché questi ragazzi hanno davvero reso onore alla città di Milano!

Diciamolo subito: i Seamen hanno perso la finale di IFAF Europe Champions League contro i padroni di casa dei Panthers di Breslavia. C'è mancato davvero poco (è finita 40 a 37), ma sono stati i polacchi a conquistare l'ambito trofeo, salendo sul trono continentale del Football Americano.

Un'eventuale vittoria dei Seamen avrebbe permesso a Milano di realizzare una fantastica doppietta, potendosi vantare di avere sul proprio territorio sia i Campioni d'Italia (i Rhinos), sia i Campioni d'Europa. Purtroppo, non è andata così: sospinti dal pubblico locale, i Panthers hanno confermato il pronostico che li vedeva favoriti per il titolo, già dalla precedente vittoria contro i Dragons di Vienna.

Eppure, ci sono dei momenti nei quali gli sportivi vanno sostenuti con convinzione, a prescindere dai risultati. E' sicuramente il caso dei Seamen, per i quali nessuna televisione ha ritenuto necessario di scomodarsi. Un comunicato della società spiega che “il segnale della diretta sul canale nazionale polacco è stato offerto gratis alle televisioni italiane, ma nessuno lo ha voluto”. Un ennesimo schiaffo ai tanti appassionati di quegli sport che alcuni definiscono “minori”, ma che in realtà hanno l'unica colpa di essere diversi dal calcio!

“Giochiamo per noi, per i nostri tifosi, per l'Italia. Giochiamo per far conoscere il football, giochiamo senza retoriche, giochiamo come un team professionistico, ma di quello abbiamo solo la mentalità”, il grido di dolore dei Seamen merita davvero di essere ascoltato.

“E' solo la nostra passione che ci ha portato qui, con un budget da Terza Categoria di una squadra di calcio. Siamo in Polonia, a 1.100 km da casa, giochiamo cantando l'inno italiano, vogliamo vincere per noi, ma soprattutto per voi, che fate - come noi - di tutto per far crescere questo sport”.

Quella dei Seamen è senza dubbio una storia di determinazione. Fondata nel 1981, la società ha vissuto momenti di gloria fino al 1990, anno del suo scioglimento. Rinata nel 2009, anche grazie al tam-tam degli appassionati via Facebook, ha dovuto ricominciare con fatica dalle serie minori, risalendo fino alla vittoria del campionato di Prima Divisione IFL nel 2014 e nel 2015.

Quindi è cominciato il cammino in Champions League, che ha visto la vittoria sul campo del Vukovi Belgrado (finalista del 2015) ed un percorso assolutamente privo di sconfitte sino alla finalissima, conquistata battendo i Rams di Instanbul. Trascinata dalla stella Stefano Di Tunisi, la squadra milanese è arrivata sul podio europeo passo dopo passo o “centimetro dopo centimetro”, come diceva Al Pacino nello storico monologo del film “Ogni maledetta Domenica”.

Così come in quelle indimenticabili scene si faceva appello alla battaglia per raggiungere i traguardi comuni, così bisogna rendere omaggio ad una squadra che ha scelto di chiamarsi “marinai” (Seamen) anche se a Milano non c'è il mare, proprio per esaltare lo spirito di squadra e il sostegno reciproco, che quando si è in balia delle onde possono fare la differenza tra la vita e la morte. Una squadra che gioca e si allena al Vigorelli, che come noto non è esattamente nato per il Football, e che, seppure snobbata dai media, è arrivata ad un solo passo dal trionfo europeo!

Ecco, se da giornalista mi spiace molto del trattamento riservato ai nostri Seamen, da consigliere municipale mi auguro davvero che la nostra Giunta riservi il giusto omaggio ad una squadra della quale, comunque, dobbiamo andare fieri.

 

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