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Sport: iniziative a sostegno da Governo, Regione e Comune. I numeri

Numeri alla mano, esaminiamo le iniziative messe in campo da Governo, Regione e Comune a sostegno dello sport

di Lorenzo Zacchetti

Lo sport svolge un ruolo fondamentale nella formazione psicologica, fisica e sociale, soprattutto dei più giovani. Tuttavia, come i genitori sanno benissimo, i costi sono difficili da sostenere, specialmente di questi tempi. E, se non ci sono i soldi, anche la passione più viva rischia di spegnersi… Ma cosa fa di concreto la politica per aiutare lo sport e le famiglie? Per fortuna, le iniziative sono molteplici e a vario livello. Analizziamole con ordine.

In ambito nazionale, la partita si gioca sui nuovi metodi di ripartizione dei fondi pubblici. Il Coni ha invertito la rotta nel 2014, mettendo in discussione lo strapotere del calcio, che fino a quel momento si accaparrava il 18% del totale. Alle altre federazioni restavano le briciole e molte si sono trovate con l’acqua alla gola. Ora il Presidente Malagò sta studiando nuovi criteri di premialità legati ai risultati conquistati alle Olimpiadi e nelle altre gare internazionali, nonché un conteggio dei tesserati limitato a quelli provvisti di un certificato medico. Il risultato potrebbe essere un taglio di altri 10 milioni di euro per il calcio, che scenderebbe sotto i 30 milioni di contributi: meno della metà dei circa 80 che incassava fino al 2011!

Il dorato mondo del pallone potrebbe comunque salvare i conti trattenendo quella quota di diritti televisivi che attualmente viene usata per sostenere gli “sport minori”. Sta di fatto che la disciplina di gran lunga più popolare ha diverse fonti di entrata, mentre per le altre è davvero impossibile pensare di andare avanti senza aiuti pubblici. Quantomeno a livelli decenti.

Un chiaro esempio è il dolente tasto dello sport a scuola. E’ indubbio che la qualità della proposta sportiva nelle scuole italiane sia molto carente, ma proprio per questo va sottolineato con favore il rinnovo dell’accordo tra il Coni ed il Miur (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca). Il protocollo “Scuola e Sport” prevede l’intensificazione delle iniziative promozionali e, in particolare, un piano di attività fino al 2019, finanziato con i 60 milioni di euro del Pon (Programma operativo nazionale). Tra i progetti, c’è l’inserimento di un tutor per garantire almeno due ore di educazione fisica nelle scuole primarie. Ad oggi sono coinvolti nel progetto 7.000 istituti e 60.000 classi, ovvero circa la metà delle scuole primarie, ma sia la ministra Giannini che Malagò si pongono di fare l’en-plein.

Scendendo di un gradino nella scala delle istituzioni, troviamo le Regioni. In Lombardia, l’assessore allo sport Antonio Rossi ha appena firmato una delibera che assegna 776.000 euro al sostegno delle attività degli oratori. Di questa somma, 216.514 euro provengono dall’intesa tra Governo ed enti locali sulla ripartizione del “Fondo nazionale per le politiche giovanili”. Regione Lombardia ha aggiunto i restanti 550.000 euro, che andranno a progetti compresi nell’arco di tempo tra il 1 marzo 2017 e il 31 agosto 2018.

L’iniziativa è rivolta agli oratori del territorio e ai giovani tra i 20 e i 30 anni, con diploma di scuola secondaria superiore. Un dato decisamente interessante è che in Lombardia ci sono ben 2.300 oratori, ovvero circa la metà di quelli presenti in tutti Italia, e che a frequentarli sono quasi 413.000 giovani! Lo sport riveste un ruolo da assoluto protagonista: il 93% delle proposte degli animatori riguarda attività di studio o, appunto, sportive.

Un’altra importante iniziativa della Regione è “Dote sport”, contributo finalizzato ad evitare che la famiglie in difficoltà (cioè con indicatore ISEE non superiore a 20.000 euro) taglino le spese sportive dal proprio bilancio. A fronte delle domande ricevute la Regione assegnerà una “dote” dai 50 a 200 euro, che ogni famiglia può ricevere una sola volta, come rimborso delle spese sostenute per l’attività sportiva dei propri figli, di età compresa tra i 6 e i 17 anni. Inoltre, l’assessorato dell’ex supercampione Rossi eroga contributi ad attività riconosciute meritevoli. Per sapere come richiederli, clicca QUI

Analogamente, anche il Comune di Milano concede contributi per attività occasionali ritenute meritevoli. Questi fondi possono essere richiesti anche al Municipio competente per territorio: per vedere un esempio di come procedere con la domanda, clicca QUI

Per quanto riguarda le attività continuative, anche Palazzo Marino è parecchio impegnato nel sostegno alle scuole. In questo anno scolastico continua a supportare il progetto “A Scuola di Sport”, partito nel 2013/14 e destinato a tutte le classi della primaria. Per evitare che gli insegnanti siano costretti ad improvvisarsi esperti di sport, con risultati talvolta tragicomici, l’iniziativa prevede l’affiancamento da parte di un laureato in Scienze motorie o diplomato ISEF per un’ora a settimana, per un totale di venti ore annuali in ogni classe. Il progetto è nato su iniziativa della Regione, ma è rivolto solo agli istituti che partecipano al suo finanziamento. E’ proprio su questo che entra in gioco il Comune: arrivando fino ad una quota massima di cofinanziamento del 39%, l’amministrazione cittadina solleva le scuole da una voce di spesa piuttosto onerosa. Nel caso delle 174 classi escluse dalla graduatoria stilata dalla Regione, il Comune si è spinto persino oltre, coprendo per intero il costo del progetto. In questo modo, si è evitato che circa 3.500 bambini e bambine rimanessero “in panchina”!

L’amministrazione milanese, in varie modalità, è impegnata su questo fronte ormai da vent’anni, ma questo intervento specifico è particolarmente significativo sia per il livello critico delle attività sportive a scuola (un tema del quale si è discusso molto anche nelle scorse settimane), sia perché la necessità di impiegare istruttori qualificati fin dalla prima infanzia vede un totale accordo tra il presidente del Coni lombardo Oreste Perri e l’assessora al Turismo, Sport e Tempo libero, Roberta Guaineri

E dire che il Comune aveva appena investito ben 300.000 euro per sostenere le attività dei concessionari di impianti sportivi di proprietà comunale, raddoppiando lo stanziamento di 150.000 euro deliberato nel 2014 e nel 2015. Una scelta che Guaineri spiega con la necessità di “affiancarsi alle associazioni che garantiscono un servizio prezioso per i nostri ragazzi e per la qualità della vita nei quartieri. Sappiamo che la gestione degli impianti può essere onerosa, in qualche caso ai limiti delle capacità di risposta di tante realtà che lavorano con l’unico obiettivo di realizzare attività per la collettività”.

Fa davvero piacere che, sul tema dello sport, ci sia sintonia di vedute tra diverse istituzioni, governate da forze politiche di orientamento contrastante. Forse questa unità di intenti non potrà sopperire alla mancanza di un Ministero dello Sport, carenza che abbiamo sottolineato in varie occasioni, ma è sicuramente un ottimo punto di partenza per dare un futuro allo sport di base.