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Milano
Imane Fadil autopsia, Enea: "Corpo non contaminato da elementi radioattivi"
Imane Fadil

Enea: Corpo di Fadil non contaminato da elementi radioattivi

Arriva dall'Enea, il centro specializzato in esami di questo tipo, la conferma che il corpo di Imane Fadil non e' stato contaminato da elementi radioattivi. Lo riferisce l'avvocato Mirko Mazzali, legale dei familiari della testimone dei processi Ruby, poco prima dell'inizio dell'autopsia all'Istituto di Medicina Legale di Milano. Gli esami dell'Istituto di Radioprotezione confermano quanto era gia' emerso nei giorni scorsi: Imane Fadil non e' morta a causa di un avvelenamento radioattivo, ipotesi che la Procura ha voluto approfondire dopo che era stata segnalata la presenza di sostanze sospette nelle urine della giovane donna. Gli accertamenti eseguiti all'Istituto di Medicina Legale avevano gia' escluso questa eventualita' ma, per ulteriore scrupolo, gli inquirenti hanno voluto anche il parere del centro di eccellenza romano. Solo dopo l'esito di queste nuove analisi, e' stato dato il via libera all'autopsia.

Fadil, iniziata l'autopsia: esiti completi tra un mese

E' cominciata all'Istituto di Medicina Legale di Milano, in piazza Gorini, l'autopsia sul corpo di Fadil. A guidare l'esame l'esperta anatomopatologa Cristina Cattaneo, che si e' occupata di molti casi noti di cronaca nera e, negli ultimi anni, ha speso le sue energie e competenze per dare un nome ai migranti morti nel Mediterraneo. L'esito completo degli accertamenti chiesti dalla Procura arrivera' tra un mese, sempre che non ci sia bisogno di una proroga. Oggi, stando a quanto spiegato dall'avvocato Mirko Mazzali, legale del fratello di Fadil, "verranno prelevati gli organi, che saranno esaminati successivamente, e i campioni che saranno sottoposti ai test tossicologici". Nessun tipo di precauzione, oltre a quelle previste per una 'normale' autopsia, viene adottato dall'e'quipe di esperti dopo che anche l'Enea ha escluso la presenza di sostanze radioattive, ultimo passaggio richiesto per procedere a un esame che arriva quasi a un mese dalla morte. "I familiari di Imane - ha affermato l'avvocato Mazzali, che ha sostituito nei giorni scorsi il suo collega Paolo Sevesi - sono molto provati e arrabbiati. Non riescono a capacitarsi di come sia potuta morire una persona cosi' giovane. Non credo ci siano problemi per dare il nulla osta per la sepoltura nei prossimi giorni. Non seguo nessuna linea complottistica - ha concluso - vediamo cosa dira' il nostro consulente, Michelangelo Casali"

"Fadil minacciata da due Olgettine"

Nell'atto di costituzione di parte civile datato 25 febbraio 2019, l'ex legale di Imane Fadil scrive che la modella marocchina nel corso dei procedimenti sulle serate ad Arcore e' stata "interessata da minacce, tentativi corruttivi e pressioni per la revoca della costituzione di parte civile", in particolare nel processo 'Ruby bis', da parte di Iris Berardi e Barbara Guerra, due 'olgettine' imputate nel 'Ruby ter' assieme a Silvio Berlusconi. "Sono cose che Imane ha detto pubblicamente dal 2015 in poi", spiega l'avvocato Sevesi che nei giorni scorsi ha lasciato la difesa dei familiari di Fadil per dissidi.

L'ex legale di Fadil: "Ma le minacce sono da provare"

"Le minacce a Imane sono tutte da provare, nell'atto di costituzione di parte civile mi sono limitato a riportare quello che la mia ex assistita ha detto piu' volte pubblicamente". Lo afferma l'avvocato Paolo Sevesi, l'ex legale di Imane Fadil, in merito all'atto di costituzione di parte civile in cui scrive che la modella marocchina ha subito anche un "danno morale" perche', nel corso del procedimento 'Ruby bis', a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, e' stata oggetto di "minacce, tentativi corruttivi e pressioni per la revoca della costituzione di parte civile da parte di soggetti imputati nel presente procedimento, Berardi Iris e Guerra Barbara". "Non so se queste minacce ci siano state davvero - prosegue Sevesi - io le avevo riportate come ipotesi tutta da provare in dibattimento chiedendo un risarcimento danni". L'atto di costituzione datato 25 febbraio e' stato depositato ai giudici della quarta sezione penale nell'ambito del procedimento 'Ruby ter', quando la donna era gia' ricoverata all'Humanitas.

Stando all'ipotesi formulata dall'ex legale, Fadil avrebbe subito "azioni strumentali e consequenziali a quelle oggetto delle odierne imputazioni", tra cui la presunta corruzione in atti giudiziari per i versamenti che l'ex premier avrebbe fatto pervenire alle 'olgettine' in cambio della loro reticenza su quanto accadeva a Villa San Martino. Il legale parla di "patimento" di Fadil "amplificato dal persistente clamore mediatico derivato dall'assunzione di posizione avversa al 'sistema'" da parte della modella, che le e' costata "emarginazione relazionale e isolamento lavorativo, nonche' adeguamento e mutamento delle proprie abitudini di vita". Nell'atto si fa riferimento anche al "disagio psicologico" di Fadil e alle sue "patologie (di natura psicosomatica principalmente)" come conseguenza "del clamore mediatico sviluppatosi intorno alla vicenda, durata nove anni". Il legale sottolinea anche come la 34enne non abbia mai ottenuto alcun risarcimento "dagli imputati", anche perche' sulla vicenda Ruby bis' ha influito quella "attivita' di inquinamento probatorio" dovuta alla "falsita' delle deposizioni" delle 'olgettine'.

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