di Fabio Massa
Sono parole dure, quelle che Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare di Milano, mette nero su bianco nel suo “Milano come Lampedusa?” (dossier sull’emergenza siriana). Un libricino che pare un pamphlet, scritto a quattro mani con Caterina Sarfatti e pubblicato per i tipi di Novecento Editore al prezzo di 5 euro, che verranno devoluti “ad esperienze impegnate sul terreno dell’Emergenza Siria”. Parole dure, quindi. Tipo questa: “La rete dei Giovani Musulmani Italiani o Save the Children o “gli amici su facebook” sono stati e sono al momento oggettivamente molto più efficaci di questure, prefetture e Polfer nel segnalare gli arrivi – scrive Majorino – C’è qualcosa di davvero grottesco in un Paese nel quale per comprendere quanti profughi sono stipati sul treno si debba scomodare un amico di vecchia data sul social network”.
E ancora: “La domanda di dove sia finito lo Stato me la sono rivolta spesso e continuo a farlo. L’immobilismo del ministro dell’Interno, incapace di indicare scelte chiare sul terreno delle azioni di coordinamento nazionale dell’accoglienza o dell’assistenza dei profughi, parla davvero da solo. Ad oggi, e da quei giorni di agosto in cui ‘facevamo dell’allarmismo’ è passato quasi un anno e di significativo non ho visto quasi nulla”.
Un piccolo libro che è una denuncia prima di un dossier. Un piccolo libro da leggere tutto d’un fiato per rabbrividire.
@FabioAMassa

