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Milano
Salvini vs Macron, battaglia finale. Dalla piazza di Milano all’Europa

di Vincenzo Sofo (Lega)

Lo hanno detto tutti, l’incontro tra Salvini e Orban è stato l’avvio della campagna elettorale per le Europee del 2019. Una tornata che sarà fondamentale visto il momento di riassetto degli equilibri internazionali che determinerà il futuro del continente europeo e dei suoi Stati nazionali con esso.

Se fino a poco tempo fa la diatriba sulla visione dell’Europa era rappresentata dallo scontro tra Merkel e Orban (peraltro i due capi di governo più longevi d’Europa), ultimamente il palcoscenico si è arricchito di altri due personaggi, aggiuntisi rispettivamente al primo e al secondo schieramento: Macron e Salvini. Che però, se fino a pochi mesi fa venivano visti come comprimari, in realtà oggi si candidano a essere i veri leader degli schieramenti che si contenderanno il futuro dell’Europa.

Sul fronte europeista infatti la Merkel, se prima era sovrano incontrastato dell’UE oggi è al termine della sua carriera e in una situazione di stallo che le impedisce di muoversi come vorrebbe, prigioniera di una fragilissima maggioranza di governo con degli alleati con tentazioni sovraniste e pronti a farla cadere al primo passo falso. Discorso diverso è invece per Macron, il quale invece – nonostante il forte calo di consensi - può godere di un’ampia maggioranza e di una costituzione che gli garantisce la permanenza al potere (salvo imprevisti) fino al termine del mandato.

Sul fronte sovranista invece, se prima Orban era l’unico punto di riferimento governativo ora invece – grazie alla salita al governo della Lega con il 17% e ora addirittura al 30% - è arrivato alla ribalta Salvini, che è salito al governo dell'Italia grazie a un 17% di consensi già clamorosamente lievitati a 30%. Una situazione che rende Salvini il naturale leader dello schieramento sovranista europeo: l’Italia infatti, a differenza del gruppo Visegrad, è paese fondatore dell’UE (all’interno del cui Parlamento europeo è uno degli Stati più rappresentati) ed è membro del G7. Dunque l’esempio più alto di sovranismo al governo in Europa.

A ciò si aggiungano le difficoltà che la Germania sta iniziando a vivere a causa dello scontro avviato con gli USA e l’unico interesse che hanno in comune Macron e Salvini: approfittare di questa debolezza per modificare l’assetto dell’Europa. Che però per il primo significa andare sempre più verso un governo sovranazionale, per il secondo sempre più verso la restituzione di sovranità ai territori.

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