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Milano
Sparatoria in zona Comasina. Arrestati due uomini

Sparatoria in zona Comasina. Arrestati due uomini

Questa notte i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Milano hanno arrestato due uomini, uno di 36 anni e l'altro di 45 anni, per la sparatoria avvenuta lo scorso 11 settembre. Lo scontro a fuoco era avvenuto  in pieno giorno in piazza Gasparri, zona Comasina.  Uno dei due era stato arrestato nel 2010 nell'ambito dell'indagine Infinito contro la 'ndrangheta al Nord.

I due uomini sono ritenuti responsabili di tentato omicidio. Le indagini, dirette dal Dr. Roberto Fontana della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano e condotte dalla 2^ Sez. del Nucleo Investigativo, hanno permesso di accertare che lo scontro a fuoco era scaturito da una lite avvenuta poco prima e che aveva provocato il ferimento di uno dei due. 

Temeva che qualcuno del quartiere potesse aver parlato di lui con le forze dell'ordine, e ha scaricato la sua irascibilita' contro il rivale in pieno giorno, davanti ad un bar della Comasina, sparando 12 colpi. E' Peter Mangani, 36 anni, che ha aperto il fuoco per primo l'11 settembre 2018 a Milano, in una piazza aperta e piena di gente intorno alle 11 di mattina; un soggetto "uso alla violenza e agli scatti d'ira, insensibile a qualsivoglia prescrizione normativa e, soprattutto, con un equilibrio psicologico che, quantomeno, induce qualche perplessita'" scrive il gip di Milano che ne ha firmato l'arresto.

La 'vittima' - in manette anche lui - che pero' ha risposto agli spari, e' invece Claudio Privitera, 45anni, pregiudicato per reati contro la persona, il patrimonio e gia' ai domiciliari per rapina. Pregiudicato e' anche Mangani considerato "quantomeno contiguo" alla 'ndrangheta lombarda: e' infatti stato coinvolto nell'operazione "Infinito", la piu' grande contro la criminalita' organizzata di origine calabrese a Milano, perche' cugino di Cosimo Barranca, considerato il capo della locale di Lombardia fino al 2007 (quando poi fu condannato), e perche' fu trovato a detenere illegalmente armi fornite poi alle cosche (e per questo condannato a 2 anni). E' questo dunque l'ambito nel quale si sviluppo' quella sparatoria che terrorizzo' il quartiere l'11 settembre, secondo i carabinieri di Milano, che hanno oggi ultimato le indagini e arrestato sia Mangani che Privitera per tentato omicidio e detenzione di armi.

Secondo gli investigatori, quella mattina intorno alle 10:20 Mangani attese il rivale vicino al bar "El tabachee", nascondendosi dietro un'auto, per poi coglierlo di sorpresa e sferrargli una coltellata superficiale. I due poi si allontanarono rispettivamente a bordo di uno scooter e di una bici. Dopo mezz'ora il secondo affronto, in Piazza Gasparri, questa volta con le armi da sparo: 12 colpi di una 7,65 sparati da Mangani contro Privitera, che rispose con una pistola a tamburo dal calibro non ancora specificato. Non ci sono telecamere in zona e dunque e' stato difficile per i militari ricostruire la dinamica.

Complicato anche raccogliere le testimonianze: "Si tratta di un ambiente omertoso abituato ad aver a che fare con la criminalita'" ha constatato il maggiore Michele Miulli, a capo del nucleo investigativo milanese. Tanto che un teste ha confermato alcune circostanze raccontategli da un secondo teste, che poi ha invece negato i particolari davanti ai carabinieri. Gli stessi arrestati si sono trincerati dietro un completo silenzio. A conferma dell'accoltellamento i militari hanno pero' considerato un certificato medico per lesioni che Privitera presento' alla stazione dei Affori per giustificare la sua assenza dall'obbligo di firma a cui era sottoposto.

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