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Angelo Maria Perrino

Strehler, Sala presenta il programma: ”Prometto di riaprire i Navigli”

Evento al Teatro Strehler, Beppe Sala presenta il suo programma elettorale. “Prometto di riaprire i Navigli, è un grande sogno. Le primarie? Non dobbiamo parlare solo ai militanti”. LA CRONACA

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di Fabio Massa

Organizzazione perfetta, lunghe code (come ormai da prassi per queste primarie) e folla in largo Greppi, al Teatro Streheler. Beppe Sala per la presentazione del suo programma sceglie di fare le cose in grande. Un quarto d’ora accademico di ritardo rispetto alle 11.00 previste, Beppe Sala si accomoda a metà della platea, per ascoltare l’introduzione di Camilla Raznovich. In sala la colonna sonora delle canzoni preferite del candidato, sullo sfondo le immagini (praticamente tutte di Expo) di Beppe. Il colore dominante? Ovviamente… il rosso.

Inizia Salvatore Veca, il filosofo: “A me non interessano le canzoni preferite da Sala. A me interessa il lavoro, la capacità non solo di problem solver, ma anche di persona che guarda le cose da più lati”. Per Veca Beppe Sala dovrebbe puntare sulla “Milano della conoscenza, dove si riesca a fare sistema per rendere attraente e ospitale la città per chiunque abbia voglia di mettersi alla prova nell’avventura, che non ha fine, della ricerca”. Prosegue Eleonora Voltolina, fondatrice della “Repubblica degli stagisti”: “Milano è una città per giovani. Molto è stato fatto ma perché non pensare a un meccanismo che incentivi ai giovani e alle donne buone opportunità di lavoro”.
Terzo sul palco (di quattro) Matthieu Mantanus, che batte ulteriormente sul tema della cultura: “Fino ad oggi ci siamo concentrati sulla conservazione. Ma perché li conserviamo? Per conoscerli, quindi dobbiamo concentrarci sulla conoscenza. Dobbiamo andare nei quartieri: l’obiettivo di una giunta lungimirante è quello di portare la cultura alla gente”. Applausone per Pierfrancesco Maran: “In questi cinque anni abbiamo governato la città con passione e amore. Il centrosinistra non governava Milano da oltre 20 anni. Abbiamo dovuto imparare, ma possiamo dire che sono stati cinque anni belli per questa città. Milano continua così andando avanti verso il futuro. Non ci possiamo presentare come una fotocopia sbiadita di cinque anni fa. Molti quartieri sono migliorati ma in molti quartieri non siamo riusciti ad entrare. Guardando i progetti che stiamo cercando di mettere in campo e le risorse che occorrono, dico che serve proprio un manager per reperirle. Vogliamo battere la Lega di Salvini che aizza le folle sui problemi ma non dà soluzioni”. Prima di Sala, il video di Gino Rigoldi: “Sostengo Sala perché è competente e deciso, che ha portato a termine Expo. Chi dovrà affrontare il tema della Grande Milano deve essere una persona coraggiosa. E sostengo Sala perché è una persona generosa: potrebbe andare ovunque a fare il grande manager, e invece resta a Milano con mille difficoltà e opposizioni. Avrà un futuro con economicamente niente e guai tanti”.

Beppe Sala: “Avrei voluto fare altre cose, e anche il deejay. Ma sono qui con tutto il mio entusiasmo e la mia passione. E’ il mio primo discorso da politico, quindi abbiate pazienza. Il senso del mio progetto è che non sono mai solo. Vogliamo guardare a coloro che generano crescita e occupazione e che hanno la capacità di effettuare investimenti in innovazioni. I milanesi ci chiedono la città di tutti, dei diritti, della legalità, della legge che si rispetta senza me e senza ma. La giunta di Pisapia è una giunta dalle mani pulite di cui andare orgogliosi ora e sempre. Che cosa penso di aggiungere io a questo modo di gestire la città? A livello di gestione della macchina comunale vorrei una amministrazione trasparente, con obiettivi visibili dai cittadini. E poi vorrei un accordo di programma con l’ANAC di Cantone. Mi ha molto aiutato durante l’Expo e lo chiamerò ad aiutare ancora Milano”. 

E ancora: “Milano è la medaglia d’oro della Resistenza, e non dimentichiamocelo. Milano non discrimina nessuno e ricordiamocelo, non discrimina per il colore della pelle ma anche per le preferenze sessuali. Io so che questa cosa la condividete tutti perché siamo naturalmente generosi, perché vogliamo essere rispettati nelle regole e nella nostra generosità”. La sicurezza? “E’ una legittima ambizione. Io non apparterrò mai a quella categoria di politici per cui chi parla di sicurezza è urlare più forte. La sicurezza vera è il diritto dei cittadini. Noi vogliamo porre la massima attenzione al tema dell’abitare. Il tema delle periferie è delicato e chi fa il sindaco deve immaginare a quello che farà non solo in cinque anni, ma alle fondamenta dei prossimi venti. Dobbiamo attingere a nuove sperimentazioni di collaborazione con il privato. Credo di essere l’unico in grado di mettere insieme l’opera del governo, delle istituzioni, di Cassa Depositi e Prestiti”.

“I milanesi vogliono una città forte, ma non per fare esibizioni muscolari, ma per aiutare chi è rimasto indietro - continua Sala - Solo essendo forte Milano può aiutare chi è meno giovane, ed essere ascensore sociale equa, sicura e generosa. Gli anziani devono trovare nuove risposte. Bisogna cogliere tutte le opportunità affinché possano dare il loro contributo alla crescita della città. Ricordiamo che a Milano ci sono 300mila persone sopra i 65 anni e due terzi vivono da soli. La peggiore delle ingiustizie è voltare la testa rispetto a coloro verso i quali dobbiamo riconoscenza e che hanno fatto un percorso con noi. La riconoscenza è una mia ragione di essere”.

Sui bambini, per Sala, bisogna costruire una “Milano progettata giorno per giorno. Dobbiamo rispettare il tempo di vita soprattutto delle donne. Le quote rosa sono state una buona cosa, ma sono una rappresentazione di una parte del mondo femminile che vuole partecipare a un’attività pubblica. Ora bisogna aprire di più al bisogno di tutte le donne in maniera tale che una donna può decidere se rimanere a casa o tornare al lavoro. Sulle scuole il mio impegno personale è mettere mano al tema della ristrutturazione”.

Chiude con i Navigli: “Ho scritto un libro su questo. Milano nasce sull’acqua. Se vinco le primarie, tra le altre cose noi ci impegneremo a studiare a fondo la possibilità di riaprire in Navigli. Ci saranno i politici del non si può, ma anche su Expo dicevano così”, spiega Sala.

Le primarie? “Si fanno per vincere le elezioni, non devono essere solo una cosa di partito. Io non credo che la scelta degli elettori di centrosinistra non farà la differenza rispetto a quel che farà il centrodestra. Se io vincerò le primarie il centrodestra avrà difficoltà come non mai ad oppormi un candidato”.

@FabioAMassa


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