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UrbanFile: appunti per Milano
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Che argomento delicato questo, quello di Piazza Sant'Agostino, anche perché vi è un dibattito cittadino che si protrae da diversi anni, almeno cinque.

Piazza Sant'Agostino venne creata sul finire dell'Ottocento dove sorgeva il macello del bestiame, tant'è che ne possedeva il nome sino alla dedica a metà degli anni Trenta a Sant'Agostino.

Pochi giorni fa il Comune, il Municipio 1 e i comitati di cittadini interessati alla zona che ruota attorno alla piazza si sono incontrati per visionare il progetto presentato dal Comune di Milano.

Noi eravamo presenti e abbiamo anche visto le varie problematiche di questa grande piazza.

Piazza al bordo del Centro Storico, di forma rettangolare ora utilizzata come parcheggio a raso con un filare d'alberi lungo il lato settentrionale, proseguimento ideale di via Olona, e cinque alberi di platano sul lato meridionale, nei pressi di via Cesare da Sesto. 

Il grande parterre viene utilizzato come parcheggio per i residenti della zona (righe gialle) e due volte la settimana come sede delle bancarelle del mercato (su questo lato viene allestito il settore alimentare).

 

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La piazza non ha nulla di architettonicamente eclatante: sorse dove vi erano campi sino al 1870 con qualche edificio di edilizia popolare attorno a via Cesare da Sesto (case di ringhiera ai civico 6), una palazzina eclettica in stile neo-gotico (civico 6) incastrata all'angolo tra un altro palazzo eclettico (8) e un condominio anni Cinquanta (4). 

Sul lato opposto le palazzine (civici 22 e 24) gemelle costruite alla fine degli anni Venti in stile vagamente decò che presero il posto del vecchio macello e per il resto un'accozzaglia di banali condomini di 8 piani realizzati tra la fine della Seconda Guerra Mondiale e l'inizio degli anni Sessanta.

Dopo questa lunga descrizione del contesto per chi non la conoscesse, la piazza vive una difficile convivenza tra i cittadini, il mercato e la vita sociale, specie quella notturna.

Il Comune fino a pochi anni fa non ha mai pensato a riqualificarla, arrivando ad avere una piazza piuttosto degradata. Ora finalmente, come abbiamo detto, è stato presentato un primo progetto per la riqualificazione della piazza, pronto ad essere rivisitato dopo la visione delle parti interessate. Progetto che però ha avuto un po' di critiche, soprattutto per l'arredo urbano, ritenuto troppo delicato per ospitare il mercato settimanale.

Ora, visto che il mercato bisettimanale non è facile da eliminare o spostare, noi di Urbanfile abbiamo provato a ripensare la piazza per renderla a nostro parere più interessante e gradevole.

 

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Anzitutto abbiamo visto che la sottostante stazione è stata realizzata nel tratto verso viale Papiniano, quindi da quel lato è impossibile piantumare alberi ad alto fusto.

Poi abbiamo cercato un esempio di "piazza" alberata e abbellita in modo semplice, quindi ci è venuta in mente via Ansperto, nella zona di via Brisa, dove qualche anno fa un lato della strada venne arredato con un parterre in sampietrini (cubetti di porfido), griglie per le piante, piantumate in modo regolare e equidistante e dove, ogni due alberi è stata posata una panchina in marmo.

 

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Abbiamo anche pensato che  a proteggere le piante dall'invadenza dei mezzi del mercato (che spesso sradicano anche gli alberi durante gli allestimenti) si potrebbe mettere un'armatura in ferro battuto (come si usava all'inizio del Novecento), in versione moderna come nella prima foto di seguito o in stile come nella seconda foto.

 

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Quindi il nostro disegno della piazza sarebbe:

- Un parterre centrale più ampio con una carreggiata di attraversamento sul lato settentrionale - il proseguimento di via Olona per intenderci - ma col flusso automobilistico solo in uscita, verso viale Papiniano e via Modestino.

-  Una careggiata sul lato opposto che consente a chi proviene da via Cesare da Sesto di svoltare a destra verso via Olona su di un lato e l'altro, come richiesto dai residenti, per accedere da viale Papiniano. Il parcheggio delle automobili sarebbe consentito solo ai residenti e sui lati delle due careggiate laterali.

- Ai lati lunghi del parterre centrale pianteremmo un filare d'alberi a grandi fronde per lato.

Ma cosa fare della zona centrale quando non c'è il mercato? Come rendere la piazza unica, interessante e bella? Ci sono venuti in mente due esempi che servono solo per avere un'idea di massima, ma che cambierebbero la percezione della piazza sempre secondo noi.

Un'idea potrebbe essere quella di creare una fontana tipo la Crown Fountain di Chicago (per carità, non dev'essere simile, ma qualcosa di ispirazione) progettata dall'artista Jaume Plensa, che attrae centinaia di persone specie nei mesi estivi. Noi ne abbiamo collocate due, così da riempire la piazza. L'acqua potrebbe essere raccolta alla base da apposite fessure e riciclata.

 

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Altra ispirazione per qualcosa di attrattivo e originale potrebbe essere la Fontana Stravinsky, quella che si trova vicino al Centro Pompidou di Parigi, realizzata nel 1983 dagli scultori Jean Tinguely e Niki de Saint Phallee che colora quest'angolo della vile Lumiere.

Naturalmente anche qui l'idea è quella di creare una scultura molto iconica che diventi un'attrattiva per una piazza altrimenti banale.

Queste sono semplici considerazioni che abbiamo elaborato per dare un senso a questa piazza che meriterebbe maggiore attenzione. Naturalmente siamo in attesa di vedere le elaborazioni finali da parte del Comune.

 

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Tags:
piazza sant'agostinomilano sant'agostino

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