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Politica
Caro Renzi, via dal Titanic Pd: scissione unica soluzione, il Nord ti aspetta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Buongiorno direttore, sono Luca Ronchi di Bergamo, gestore della pagina Facebook https://www.facebook.com/LiberaliconRenzi/ "incubo" di Matteo Renzi.

Parlare oggi del problema immigrazione in modo razionale, è pura follia, perché i pancisti, vincono sui  razionali 6/0 6/0.

Però dai pancisti arrivano domande sacrosante che il PD ha snobbato per anni con supponenza, buonismo e moralismo spicciolo.

E’ razzismo chiedere che tutta l’Europa si assuma le sue responsabilità nella distribuzione dei migranti? E’ razzismo chiedere dove mettere questi profughi prima di farli entrare in Italia? E’ razzismo chiedere alla Chiesa, fenomenale nelle belle parole, un po’ meno nei fatti, di aprire un po’ delle loro migliaia di case sfitte sparse sul territorio nazionale? E’ razzismo chiedere precedenza ai problemi dei nostri poveri italiani prima di pensare ai migranti? E’ razzismo chiedere che questa gente abbia un’ospitalità degna di questo nome e non venga schiavizzata in mezzo alla strada?

Alla gente non gli frega nulla dei numeri freddi che fotografano che non c’è nessuna emergenza immigrazione rispetto ad altri paesi europei, ma vive una micro realtà giornaliera fatta di vie e piazze occupate da immigrati che spacciano e bivaccano tutto il giorno, parcheggiatori abusivi  che ti obbligano a dargli la monetina se non vuoi trovarti la macchina rigata, furtarelli giornalieri in case e negozi fatti da gente che non ha altre vie per guadagnarsi da vivere.

Sottolineare tutto questo vuol dire essere di estrema destra, razzista, fascista? Ma dai. La sfilata dei dirigenti del PD alla nave Diciotti, è stata un autogol che ha dato (spero), l’estrema unzione al PartitoDefunto. Ci sono 5 milioni di poveri assoluti in Italia e questi vanno come Re Magi a portare solidarietà e pietismo (sacrosanto), a 150 migranti, usati da Salvini per ricattare l’ Europa, ma dal PD per rifarsi il look di un partito dalla parte degli emarginati, dei poveri, degli ultimi. 

Vogliamo poi parlare del clamoroso assist fatto a Salvini dalla magistratura che l’ha indagato per sequestro di persona? Ora passerà come il nuovo martire alla Berlusconi, come il difensore dei confini nazionali contro le invasioni barbariche.

Sia chiaro, è schiavismo ospitarli tutti per metterli in mezzo alla strada come vorrebbero fare  alcuni falsi moralisti di sinistra, ma sicurezza e integrazione, possono andare di pari passo se anche l’Europa farà la sua parte. Renzi ci ha provato a proporre di aiutarli a casa loro o di chiudere i rubinetti dei finanziamenti che l’Italia dà all’Europa ed è stato tacciato dai suoi colleghi di partito, uno vicino ai poteri forti e lontano dalla povera gente. Ridicoli e imbarazzanti.

La gente si chiede come può Salvini ad allearsi con i paesi come l’Ungheria e l’Austria che vogliono chiudere i confini e nello stesso tempo chiedere all’Europa di aprire i porti. E’ proprio questa la strategia del ministro: chiudere le frontiere in Italia con l’aiuto degli alleati europei di Visegrad e prendersi la maggioranza alle prossime elezioni europee. Più l’Europa chiude le frontiere e più Salvini aumenta il consenso, puntando al muro contro muro. Non ci vuole una laurea in Scienze Politiche per capire questa strategia.

L’unico che fortunatamente non si p prestato a questa passerella sulla nave Diciotti in mondo visione è stato Matteo Renzi che, in anonimo invece si è recato più volte nelle zone terremotate del centro Italia, perché la solidarietà sbandierata è di pessimo gusto.

RENZI DICCI CHI SEI- Siamo alle porte di una nuova stagione politica ed è l’ora delle scelte. Renzi deve uscire definitivamente dalla penombra e farci capire cosa vuole fare: restare nel PD a caccia di un seggio europeo o di un nuovo incarico a sindaco di Firenze, o entrare nella storia, fondando un movimento nuovo liberale, federalista, europeista, riformista che ridia una casa al ceto medio scomparso e soprattutto a quel nord formato da migliaia di Piccole e medie imprese, tradite dalla Lega e dal M5S.

Va bene la questione immigrazione, ma il malessere del nord a livello economico è molto più profondo e nessuno gli presta attenzione. Dov’è finito quel federalismo che ridarebbe compiti precisi, senza più avere mille responsabili, ma mai nessun responsabile? Genova è l’ultimo esempio di rimbalzi di responsabilità tra enti e persone.

A distanza di un anno dal referendum per l’autonomia, vedo in giro molti smemorati e pochi sostenitori, preferendo virare l’attenzione sulla questione Ilva che conferma la linea antindustriale che colpisce al cuore il territorio manifatturiero del nord, cioè la piccola e media impresa. I ritardi sulle infrastrutture rischiano di essere devastanti: pensiamo soltanto alla Tav che riunisce l’area economica europea che nel 2016 ha generato un PIL di 1.191 miliardi di euro, più grande dei colossi meridionali della Germania.

Quel che manca al governo attuale è una chiara di politica industriale, perché la prima linea produttiva che s’era consegnata ai liberali federalisti Berlusconi-Tremonti-Bossi, ora si trova con gli statalisti Salvini-Di Maio: spread in risalita, PIL al ribasso, fuga dei capitali all’estero, calo degli investimenti pubblici etc etc

Se ne riparlerà nell’appuntamento con la legge di bilancio, dove la PANCIA, dovrà lasciar spazio alla RAZIONALITA’. Finalmente un ritorno alla realtà, dopo bagni ferragostani di polemiche, risse verbali, falsi moralismi.

SCISSIONEUNICASOLUZIONE- Chi potrebbe ridare una speranza al nord produttivo che se tornerà a marciare, porterà benefici a cascata a tutta l’Italia rimasta indietro in questa situazione politica? Il Pd? Ormai è un Titanic che sta sprofondando lentamente in fondo al mare, ed è assurdo che Renzi continui a inseguirlo per volerlo risollevare. Nemmeno Padre Pio potrebbe farlo.

Piuttosto Renzi cominci a voltarsi, rivolgendosi a un nuovo elettorato orfano di una casa politica liberale, moderata, federalista, riformista, chiuda una porticina per suo orgoglio o interesse personale e apra un portone sulla storia, con la fondazione immediata di un nuovo movimento che ridia speranza da nord a sud a quel 50% di italiani che non si riconoscono in molte cose di questo duopolio Salvini-Di Maio.

L’onorevole Gozi, è da un anno che sta predicando nel deserto e sono convinto che farebbe un nuovo movimento oggi stesso, ma Renzi, Boschi, Marcucci, Faraone, Lotti, Ascani etc etc che intenzioni hanno? Di morire politicamente piddini? Per carità, liberissimi di farlo, ma noi (e siamo in tantissimi), siamo liberissimi di non seguirli. Massimo rispetto, ma ad un certo punto, se ci sono scialuppe di salvataggio come il nuovo corso di FI di Tajani, è bene prenderle al volo.

NUOVA COALIZIONE CENTRISTA- Il mio auguri è che si possa presto formare un nuovo polo di centro liberale, con un nostro movimento in coalizione con l’ala moderata di FI da strappare alle fauci della Lega e altre forze neo liberiste. Il leader naturale di questa colazione non può che essere Matteo Renzi per età, carisma, lungimiranza, comunicazione, ma finché continuerà a parlare in nome del PD, citandolo un giorno si e l’altro pure, perderà solo consenso e credibilità.

Avete notato che nei like dei post di Renzi, non c’è mai quello di Martina e viceversa? Avete notato che Martina, Gentiloni, Orlando, Franceschini etc non condividono mai i post di Renzi e viceversa? Avete notato che i post di Renzi ricevono migliaia di like anche se dice che ha mangiato una Fiorentina, mentre quelli di Martina o altri, arrivano a mala pena a 200 tra parenti e amici? Sono segnali di compattezza o di scissione che ha solo bisogno di essere ufficializzata?

NEGATO ALLA FESTA DI RIGNANO- Per seguire una metafora calcistica a Matteo tanto cara, è come voler continuare a giocare nella Fiorentina, sperando di vincere la Champions. Non è possibile. E poi almeno la Fiorentina vuole bene a Renzi a differenza del PD che ha avuto il coraggio di non invitarlo alla festa del suo paese, offrendogli al massimo la possibilità di mangiarsi una pizza.

Cosa? Una cosa del genere, basta e avanza per rompere con queste muffe rosse e iniziare un nuovo corso di storia politica. Caro Matteo, dov’è la dignità? Dov’è quel grande progetto che avevi in testa nel 2014, massacrato dal fuoco amico che tutt’oggi ti vuole isolare, però tenendoti al guinzaglio come portatore di voti?

E’ una follia pensare di riprendersi un partito morto, magari con un segretario ombra, con la speranza che cambiando qualche dirigente e nome, la gente ci caschi. Caro Matteo, sei troppo intelligente per non vedere che la scissione è l’unica soluzione. Inizia un tour per i comuni italiani, partendo da Bergamo, terra di Martina e Gori che sogno di poter battere alle prossime amministrative con un nostro candidato sindaco, tornando in mezzo alla gente, promuovendo le nostre idee libere da correnti tribali cariche d’odio. Meglio un 10% forte, compatto, granitico, unito nella linea politica comune che un incesto di partito  informe senza più anima e corpo da tenere in piedi a forza.

SERVE UNA RIVOLUZIONE liberale, ma ancora prima culturale che parta fin dalle scuole elementari. Servono nuove sezioni, classi dirigenti locali e nazionali, simboli, loghi, ritornando a parlare di grandi temi, quali la giustizia, lotta alla macro e micro criminalità che affonda ogni anno punti in percentuale di PIL, di lavoro, di imprese, giovani,  riforme costituzionali che possano togliere il gesso a questo paese. Servono nuove leve che siano disposte a sporcarsi le mani e piedi con gazebo e feste per raccogliere fondi e adesioni.

Da Bergamo partirono in mille per scrivere la storia d’Italia, ti aspetto per scriverne un’altra. Forza e coraggio, se non ora, quando?

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