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Così Renzi cannibalizza Vendola. Metà gruppo di Sel va con il Pd

EFFETTO ELEZIONI – Il premier convinto dall’esito delle Europee a rilanciare la vocazione maggioritaria di Veltroni. Da soli alle Politiche. Conseguenze: metà parlamentari di Sel lasceranno Vendola per entrare nel Pd. Meglio essere la minoranza di sinistra del primo partito che restare in una formazione destinata all’opposizione. IL RETROSCENA

Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)

Vi ricordate la vocazione maggioritaria di Walter Veltroni? Attualissima dopo i risultati delle elezioni europee. Il 40,8% per il Pd spingono Matteo Renzi, in caso di nuove elezioni politiche, a presentarsi da solo. Nessuna alleanza, dunque, scommettono al Nazareno. Né con Sel di Vendola né con l’Idv ex Di Pietro né con i Verdi. Andare da soli per poi governare con un monocolore. Ma questa strategia ha delle conseguenze alla sinistra del Partito Democratico. Una fetta di Sel sa benissimo che quando si andrà al voto il premier non vorrà alcuna alleanza elettorale e quindi piuttosto che rimanere con Vendola a fare una battaglia di testimonianza modello Lista Tsipras – per il Parlamento italiano considerando le regole dell’Italicum l’impresa sarebbe ancora più ardua – sceglierà di abbandonare il Governatore della Puglia per confluire nel Pd. Meglio essere la minoranza di sinistra del primo partito italiano che restare in una formazione politica piccola e destinata comunque all’opposizione (dentro o fuori il Parlamento). Si parla di un numeroso gruppo di deputati alla Camera appartenenti a Sel, circa la metà, pronti nelle prossime settimane al passaggio con i democratici. Nel mirino anche il capogruppo Gennaro Migliore, considerato troppo moderato e spesso in lite con Vendola per il rapporto con il Pd e Renzi. Terremoto a sinistra, dunque, con il premier che “si mangia” Sel…

Ma il presidente della Puglia, Nichi Vendola, assicura: “Nessuna scissione in vista nel gruppo di Sel”.