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Politica
Rai, "Foa 8, Salini 5, Freccero 2. 4 a Carboni, a Sangiuliano 9. E..."


Promossi e bocciati tra i vertici della Rai. Su Affaritaliani.it Massimiliano Capitanio, deputato della Lega e segretario della Commissione di Vigilanza Rai, dà i propri giudizi sui vertici della televisione pubblica.

Marcello Foa (presidente della Rai): 8. Chi lo criticava, probabilmente, ha confuso il suo ruolo di presidente

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con quello di amministratore delegato. Doveva vestire i panni del padre istituzionale della Rai e così è stato, dimostrando grande autorevolezza anche sulla scena internazionale. Lavorare controvento non è semplice, ma lui lo sta facendo egregiamente

Fabrizio Salini (amministratore delegato della Rai): 5. Ha perso la Champions League (i diritti tv per i quali si è fatta una battaglia a dir poco tiepida) ed è stata la metafora della sua gestione. Il suo piano industriale doveva rappresentare la rivoluzione copernicana del servizio pubblico, ma al momento il segnale è assente. Doveva creare la Rai del cambiamento, al momento ha solo costretto gli abbonati a cambiare canale, verso Mediaset e Sky.

Teresa De Santis (direttrice di Rai Uno): voto 7. Ha avuto le mani legate per tanti mesi, con pochi fondi e le nomine dei vicedirettori congelati. Lei non leghista (anzi) indicata come leghista ha saputo valorizzare la prima rete in modo trasversale, passando da Mia Martini a Miss Italia sempre all’insegna del rispetto dei contenuti e delle persone. Un Tg1 più qualificato avrebbe fatto bene anche a lei.

Carlo Freccero (direttore di Rai Due): voto 2. I dati Auditel dicono tutto: la sua gestione da “volontario” probabilmente non è stata all’altezza della sfida. Dopo gli insulti a Falcone e Borsellino durante Realiti avrebbe dovuto dimettersi. Se RaiDue deve parlare ai giovani, si è scelto di farlo nel modo peggiore.

 Stefano Coletta (direttore di Rai Tre): voto 6 politico. Alla faccia della Rai sovranista, Rai Tre ha continuato a fare la sua parte, con programmi e approfondimenti spesso brillanti, ma senza novità ed emozioni. La direzione è stata libera persino di far approdare un bollito oltranzista come Gad Lerner, e qui Coletta ha davvero messo a rischio la sufficienza.

Giuseppe Carboni (direttore del Tg1): voto 4. Il giudizio positivo si ferma alla sua appassionata presentazione in Vigilanza. Ma di quei proclami non si è visto nulla. Inchiodato alla narrativa renziana, ha concesso ai grillini nobili servizi su economia circolare e mobilità sostenibile che non erano certo da prima pagina. Compreso l’imbarazzante e recente servizio sui selfie made in China, in ossequio alla via della seta cara al premier Conte. In queste ore ha messo da parte il M5S ed è votato anima e corpo a tele-PD.

Gennaro Sangiuliano LP
 

Gennaro Sangiuliano (direttore del Tg2): 9. L’Agcom ha buttato al vento la sua neutralità pur di forzare le statistiche e rappresentare Sangiuliano come un direttore di parte. La verità è che il Tg2 si è trasformato in un giornale autorevole, con pezzi scritti in maniera impeccabile e un’attenzione intelligente e non comune al panorama internazionale. Il suo “peccato” è aver raccontato quelli che altri hanno preferito tacere, nascondendosi dietro le magliette rosse.

Giuseppina Parterniti (direttrice del Tg3): voto 6 politico. Il solito TG3, spesso impegnato a rappresentare come ideale un mondo che non c’è e troppo spesso dimentico del paese reale. In questo può essere utile prendere appunti dalla TGR, anche nella redazione della rossa Emilia, capace di ben rappresentare l’enormità della tragedia di Bibbiano.

Antonio Di Bella (direttore di Rai News): voto 4. Il direttore si è messo in bella mostra solo quando c’è stato da raccontare il sospirato (per lui) Conte-bis. Ha tra le mani il canale potenzialmente più importante della Rai e non ha saputo togliere l’eskimo ai suoi redattori. Anzi, gli ha fatto indossare le magliette rosse contro Salvini, come che nemmeno a Telekabul…

auro bulbarelli
 

Auro Bulbarelli (direttore di Rai Sport): voto 8. Fari guidare Rai Sport a un giornalista appassionato di sport e giornalismo si è rivelata una scelta vincente. E’ nato il Tg sport giorno da Milano su RaiDue 7 giorni su 7, è stato ampliato il TG sport sera, il calcio femminile è stato ancora più amato dagli italiani grazie allo spazio più che raddoppiato. C’è ancora tanto da fare, e questa è una bella notizia perché il direttore ne è più che consapevole

Luca Mazzà (direttore di Rai Giornale Radio): voto 5. Dai like alla pornostar Nappi agli anatemi del caporedattore Sanfilippo, la Radio ha evidentemente qualche problema, e non solo negli ascolti. Peccato per i tanti programmi eccellenti (partendo da Un giorno da pecora fino ai Lunatici) che andrebbero maggiormente promossi a livello di spot in tv e sui social.

Antonio Preziosi (direttore di Rai Parlamento): voto 7. Fa tanto, lo fa bene ma dovrebbe anche iniziare a lavorare per integrare quanto fatto da Radio Radicale.

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