La Direzione nazionale di Sel ha respinto le dimissioni del presidente Nichi Vendola, approvando la sua relazione conclusiva dopo una riunione durata circa quattro ore. “Qualcuno dal Pd sta provando a fare una campagna acquisti ed è meglio che la smetta subito”, ha dichiarato a riunione terminata.
“Io non posso stare al Governo se al Governo c’è Alfano, se c’è la destra e se tutto ruota attorno alle politiche di austerity”, ha continuato. “Non posso stare al Governo che attraverso Matteo Renzi dice ‘andremo a cambiare verso all’Europa’ e il giorno dopo non dice niente quando la Merkel dice che l’Europa avrà il verso” dell’austerity.
Piras resta, proseguire percorso con fuoriusciti – “Restero’ in Sinistra Ecologia Liberta’, partito che ho concorso a fondare, a dirigere e a far crescere, ma non desisto dalla battaglia politica, che e’ anche quella delle idee e fra prospettive che a volte s’incontrano e a volte divergono”. Il deputato di Sel Michele Piras conferma la permanenza nel partito che ha perso altri tre parlamentari. “Considero l’uscita di Gennaro Migliore e altri compagni una grave perdita per Sel e tuttavia penso che con loro si dovra’ trovare il modo per continuare un percorso”, aggiunge Piras, commentando, pero’, che “da qualche tempo a questa parte, a ogni livello (nazionale e locale) la discussione politica dentro Sel ha perso d’intensita’ e, soprattutto, di serenita’”.
Sel: anche il tesoriere Boccadutri lascia il partito – Sergio Boccadutri ha lasciato il gruppo di Sel per approdare a quello del Pd. Si tratta della decima defezione in poche settimane. E arriva a poche ore di distanza da quelle di deputati Fabio Lavagno, Alessandro Zan e Nazzareno Pilozzi.
La vigilia e le voci di resa dei conti in Sel – Nichi Vendola non poteva fare altro che prendere atto della situazione: in direzione presenterà le dimissioni dalla presidenza di Sinistra Ecologia e Libertà. Insieme a lui si presenterà dimissionario tutto il gruppo dirigente, ma le discussioni saranno tenute separate. A tale riguardo, il leader di Sel ha detto: “Il mio mandato è sempre a disposizione. Sono stati dieci anni bellissimi e durissimi. Sono dimissionario, tutti ci presentiamo dimissionari alla direzione di mercoledì. E voglio che la discus-sione fra la mia presidenza e gli organismi dirigenti siano separate. Nessuno pensi che mi copro con il gruppo dirigente. Ma sia chiaro, in nessun caso lascio Sel. Io sono qua, e Sel è qua e si rilancia subito”.
Intanto Sel continua a perdere pezzi. Dopo le dimissioni di Migliore e Fava, sono arrivate anche quelle di Titti Di Salvo e Ileana Piazzoni. A lasciare anche Alessandro Zan, cofondatore del partito. Inoltre, ci sono altri nove deputati che ci stanno pensando su, mentre Aiello e Ragosta sono già passati al Pd dopo le europee.
Vendola, per parte sua, non vuole lanciare accuse di tradimento perché non è nel suo stile. Il suo ragionamento rimane politico. Ammette di non essere riuscito a portare il partito fuori dal minoritarismo, ma non si sente di approvare le modalità di rottura di Migliore e degli altri fuoriusciti. Per il presidente un conto è aprire una discussione seria con i democratici, un altro è abdicare alla critica. La precarizzazione del mercato del lavoro, ad esempio, non è qualcosa che può essere messo fra parentesi in nome di un’alleanza.

