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Centrosinistra, a Bari malumori Sel. Udc tira dritto sulle regionali

Bari – Nichi Vendola parte “curioso e felice” per Milano, pronto a mollare gli ormeggi del suo Human Factor, ma nel capoluogo la promozione di Vincenzo Brandi a vice di Antonio Decaro riapre ferite mai del tutto sanate: “La nomina dell’esponente di Realtà Italia, per il valore simbolico e politico che quella funzione riveste, si configura come un ulteriore slittamento al centro – quando non a destra – dell’amministrazione barese”, manda a dire il capogruppo regionale dei vendoliani, Losappio, in tandem con il neo segretario cittadino Palmisano. Per non dire che, a proposito di slittamenti, dallo scudocrociato del Tacco tirano dritto sulle regionali, dribblando la frenata romana sull’endorsement riservato a Michele Emiliano.

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Per ironia della sorte, a fare gli auguri al nuovo numero due del Sindaco a nome dei colleghi è stato proprio Silvio Maselli, il cui ingresso nell’esecutivo aveva fatto da epicentro al terremoto nel partito del Governatore. Da Sel, infatti, avrebbero preferito l’indicazione di Pierluigi Introna per un dicastero e, tanto il colpo di scena annunciato, quanto i rumours sul benestare di Nichita il Rosso all’operazione, avevano indotto l’uscente Fabio Losito a sbattere la porta. E se allora la segreteria cittadina aveva negato lo strappo con il primo cittadino, ora Losappio approfitta del cambio in Giunta per una ulteriore stilettata. Con un occhio ai prossimi appuntamenti elettorali: “Riteniamo che scelte di questo tipo debbano essere preventivamente verificate con i partiti della coalizione, in una fase in cui le gravi emergenze che attanagliano Bari richiedono il rinvigorimento della originaria coalizione di centrosinistra, piuttosto che una involuzione della stessa verso il modello dell’attuale governo nazionale”, bacchetta.

Un modello che, invece, si consolida, se si conta la benedizione del Gladiatore al tandem centrista tra gli uomini di Giacomo Olivieri e la formazione di Bruno Tabacci: “L’area dei moderati per Emiliano presente al tavolo delle primarie (Cd e RI) potrebbe ricevere un ulteriore contributo con la presenza di uomini provenienti dai partiti di centro che scelgono di privilegiare il progetto di Emiliano”, annuncia il coordinatore di Centro Democratico, Angelo Sanza, precisando che si tratti “di persone che anche in passato hanno mostrato un’attenzione per le alleanze progressiste”. Non a caso, a tale galassia potrebbero guardare gli uomini dell’Udc, reduci dalla sconfessione arrivata dalla Capitale sull’alleanza a sinistra sancita con i democratici. In piena deroga dal patto nazionale tra alfaniani e casiniani, che in Puglia restano su due sponde opposte ma – sotto l’egida di Area Popolare – eleggeranno il successore di Napolitano d’intesa con gli azzurri.

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L’accordo tra Cesa, Alfano e Berlusconi riguarda solo l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica e in nessun modo andrà a intaccare le decisioni sulle prossime elezioni regionali. In Puglia rimane saldo quanto deciso all’unanimità dalla Direzione regionale e dal Gruppo consigliare del partito, ovvero l’alleanza tra Udc,  Pd e il candidato presidente Emiliano”, sgombra il campo il presidente del gruppo regionale, Totò Negro. “Nessuno osi strumentalizzare quanto sta avvenendo a Roma per ingenerare dubbi nell’elettorato pugliese, l’Udc regionale in nessun modo verrà meno agli impegni presi”, puntella senza recedere. Con buona pace dei vendoliani.

(a.bucci1@libero.it)