Bari – Ufficialmente pronta la squadra di Michele Emiliano. Diciotto deleghe ed un caminetto ristretto di big con i deputati Pelillo e Bordo e i regionali Gentile, Capone, Minervini, Giannini e Loizzo per guidare i democratici verso gli snodi elettorali imminenti e a lungo raggio. Una macchina tutta da rodare, nella quale non mancano le fibrillazioni, tanto dal fronte tarantino quanto da quello nazionale, e un partito a testa bassa sull’azione di Governo. A partire da legge elettorale regionale, questione rifiuti e stati generali della Sanità e con lo sguardo rivolto al dopo Vendola: “Nulla contro il presidente ma ci faccia sapere cosa intende fare per il futuro”.
SEGRETARIO E CAPOLISTA/ Emiliano alle Europee: “Lo ha chiesto Renzi, obbedisco con gioia”/ VENDOLA: “No a Europee e tris in Regione”
“All’interno del Pd non ci sentiamo più rappresentati da te e agiremo sempre e soltanto con lo scopo di far crescere il partito plurale cui aspiriamo”, manda a dire in mattinata Grassi al leader della minoranza Gianni Cuperlo, rispolverando l’accusa di scarsa pluralità e di eccessivo peso dell’ala ex Ds. E proprio a Grassi, già a favore di Ubaldo Pagano nel Congresso provinciale, Emiliano affida l’organizzazione del partito, lasciando le chiavi all’ex europarlamentare Giovanni Procacci, portavoce, coordinatore e titolare di Scuola, Università e circoli. Al barese Ludovico Abbaticchio – secondo alcuni fuori dalla partita di Palazzo di Città – la delega alla Sanità, mentre al dalemiano Fritz Massa il settore Trasporti e Infrastrutture. Dalla consulta cittadina per l’Ambiente arriva Elvira Tarsitano, civatiana come il coordinatore regionale della corrente, Gianclaudio Pinto, destinato ad occuparsi di sport e Turismo.
Il renziano Fabrizio Ferrante curerà la riorganizzazione istituzionale del territorio, comprese province e città metropolitana, dopo aver visto sfiorato un ruolo di sottogoverno ma i “rapporti istituzionali” sono appannaggio di Loredana Legrottaglie, riconferma cuperliana della segreteria Blasi – nella quale aveva tenuto il polso degli enti locali – questa volta nelle mani di Domenico De Santis. Titoli dalla definizione affine ma per nulla semplici, se si conta la maretta in corso tra i democrats ed il Governatore e i marosi che verranno in piena costruzione delle liste. Così come non va trascurata l’area che fa capo a Gianni Pittella, il quale, da europarlamentare d’esperienza, non è detto che abbia preso benissimo la nomina a capolista del Gladiatore: a Donato Metallo e Mino Carrieri vanno – rispettivamente – i rapporti con gli amministratori e il Commercio.

Emiliano mira a tenere insieme le varie anime e dribbla, rispedendo la palla nella Capitale, le curiosità di chi gli chiede che ne pensi di un’ipotetica corsa di D’Alema per Bruxelles. E se al Rivoluzionario Gentile promette “sempre più sostegno”, punta ad aprire entro l’anno i giochi delle primarie per succedergli. Il resto, dal coinvolgimento di Ludovico Vico all’esclusione da recuperare dello ionico Lopane, saranno limature da fare in corsa. Intanto, c’è l’agenda dell’esecutivo da scrivere e presidenti e segretari dem di Molise, Sicilia, Campania, Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Calabria e Puglia scrivono a Matteo Renzi. Sul tavolo, la richiesta di Agenzie per i servizi alla Giustizia, ma anche norme contro il degrado urbano e dissesto idrogeologico, riduzione del rapporto debito/Pil e utilizzo degli avanzi di amministrazione. Replica al premier. E alla prova dei fatti.
LE ALTRE DELEGHE DELLA SEGRETERIA
Vincenza Bizzoca, responsabile settore formazione; Corrado Tarantini, responsabile settore rapporti con il mondo associativo; Nunzia Convertini, responsabile settore attività produttive; Vichi Sisto, responsabile settore tesseramento; Fabrizio Marra, responsabile settore riforma dello statuto regionale PD; Gianluca Ruotolo, responsabile settore aree industriali; Andrea Patruno, responsabile settore energia.
(a.bucci1@libero.it)
