Bari – L’esordio del centrodestra pugliese per le regionali è interlocutorio e il primo vertice finisce con la promessa di riaggiornarsi a breve: le squadre in campo ancora si studiano e gli schemi di gioco restano nei cassetti ma i capitani ci sono tutti. Ed è già un segnale: dall’alfaniano Cassano a Ruggieri dell’Udc, passando per gli schittulliani di Davide Bellomo e i Fratelli D’Italia di Marcello Gemmato. Oltre a Puglia prima di tutto e Socialisti. “Un dialogo costruttivo”, lo definisce con Affari l’azzurro Antonio Distaso.
Regionali, FI chiama gli alleati. Centrodestra alla prima conta/ REGIONALI/ Schittulli frena: “Primarie? Prima le regole
Dal Movimento del presidente della Provincia si dicono disponibili alle primarie, che non equivale ad una candidatura a tutti gli effetti dell’oncologo gravinese ma è ugualmente un passo avanti. In compenso, la linea comune è definire prima il perimetro della coalizione e solo poi scandagliare criteri di selezione e nomi schierati, onde evitare la corsa a doppia velocità delle ultime Comunali. I forzisti, dal canto loro, chiariscono di non avere pregiudiziali di merito o di metodo, per quanto sia prevedibile che la battaglia di Raffaele Fitto nella Capitale lasci ben poco spazio di manovra sulle modalità di affidamento della nomination nel Tacco: saranno gazebo? “Fuori dai nostri fortini che si sbriciolano esiste una scalpitante generazioni di militanti e rappresentanti, le cui energie vanno liberate e coagulate”, fa sponda il consigliere regionale Aloisi. “Quante sconfitte avremmo evitato se ci fossimo gettati nella mischia, evitando di scegliere troppo spesso il miglior perdente, come è avvenuto in tanti comuni e in molti capoluoghi”, sospira, mentre scudocrociato e Ncd ribadiscono la necessità di un chiarimento nazionale preliminare.
“Schittulli alle primarie”/Fitto vuole le primarie. Ncd: “Proposta tardiva”/ Fitto sceglie Bruxelles: ‘Lascio la Camera’
In Via Capruzzi gli sherpa sono già al lavoro sulla nuova legge elettorale ed il primo scoglio potrebbero essere le soglie di sbarramento: l’asticella al 4% per le singole formazioni spaventerebbe i partiti più piccoli, compresi Sel – da una parte – e alfaniani – dall’altra – e anche il 5% previsto per le coalizioni potrebbe subire variazioni. Con conseguenti accuse di doppio gioco pronte ad esplodere in caso di sgambetti in Commissione. Intanto, il forzista Zullo gioca d’anticipo e apre il fuoco sul Gladiatore: “Vendola politicamente finito? Certamente è molto meglio di qualcuno che con avidità di potere e vorace attaccamento alla poltrona, non dorme la notte per succedergli alla guida della Regione”.
(a.bucci1@libero.it)
