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Regionali, Schittulli accelera e Marmo chiama Roma. Ma FI tace

Bari – Francesco Schittulli mantiene la velocità di crociera, incassa l’appoggio del Nuovo PSI e raccoglie le prime reazioni alla discesa in campo: “Se ci sono schieramenti contrapposti forti, con candidati forti, questo è un bene per la democrazia”, gli tributa il Governatore Nichi Vendola. In giornata ne aveva salutato la nomination anche il forzista Zizza, parlamentare ed ex Sindaco di Carovigno, seguendo a ruota il brindisino Iurlaro e i Fratelli D’Italia Melchiorre e Gemmato, pronti a rilanciare sull’ipotesi di consultazioni popolari. A restare in silenzio, però, è lo stato maggiore azzurro. A partire da Raffaele Fitto.

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Che sia colpa della Manovra di Matteo Renzi, per la quale promette 12 proposte la prossima settimana, o del dibattito interno al partito, reo – secondo le accuse – di farsi dettare l’agenda dal premier, ma il Vicerè di Maglie non ha commentato in alcun modo la scelta di quello che, fino a qualche mese fa, veniva definito come il candidato di Fitto. E neppure il coordinamento regionale ha preso posizione sulle ultime evoluzioni. L’aria resta tesa o quantomeno incerta. Tanto che basta il piccato passo indietro dalla contesa del Sindaco monopolitano, Romani, ad innescare un duro botta e risposta con il capogruppo regionale Zullo, virato sulla continuità di governo da assicurare al Comune del barese: “Zullo non conosce il meccanismo delle primarie e credo sia più impegnato a farsi rieleggere che a vincere le elezioni”, aveva rimbrottato il primo cittadino. Cartine al tornasole del clima, s’intende, pronto a rasserenarsi alla prima schiarita.

Purchè si inverta la rotta in tempi brevi, ragionano in molti: “Roma e tutti i partiti devono prendere atto che non c’è strada alternativa a quella delle primarie, anche se nelle alte sfere romane si dubita. Qualcuno non ci crede, le ha lanciate e poi abbandonate”, manda a dire Nino Marmo davanti alle telecamere, dopo aver provato a blindare i gazebo con una petizione on line. Il vicepresidente del Consiglio regionale non nasconde il timore che per una linea dalla Capitale si debba aspettare fine novembre, quando si saranno chiuse le urne del primo turno in Calabria ed Emilia Romagna, dai sondaggi assegnate al centrosinistra. E i numeri della vigilia non sono rosei nemmeno in Toscana, Umbria e Marche. Addirittura nel Veneto Zaia sembra poter scricchiolare.

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E se il leccese Perrone, sfumata la possibilità di guidare la Capitale europea della Cultura, potrebbe decidersi a correre per un seggio in Via Capruzzi, Ncd riunirà già lunedì il direttivo: “Si tratta della prima di una serie di iniziative in vista delle prossime regionali, con al centro il rapporto tra Ncd, la Puglia e le problematiche del territorio. Insieme a tutti i nostri rappresentanti stiamo concertando e condividendo un percorso per illustrare la nostra idea di governo della Puglia”, spiega Massimo Cassano. Per sapere in quale metà campo saranno schierati gli alfaniani, in compenso, toccherà aspettare ancora un po’.

(a.bucci1@libero.it)

Foto: Ansa