La Corte d’Appello, Sezione Lavoro, ha confermato per circa 140 persone l’illegittimità della Cessione di Ramo d’Azienda con cui Vodafone nel 2007 ha esternalizzato 914 dipendenti in tutta Italia.
La magistratura si era già espressa lo scorso anno condannando l’azienda al reintegro immediato dei lavoratori che si erano appellati, ritenendo quell’operazione illegittima. L’azienda ha da prima reagito con il reintegro del personale e poi, scrivono i sindacati “in puro stile Marchionne, ha licenziato esclusivamente i dipendenti reintegrati in maniera palesemente discriminatoria”.

Spiega Serena Antonelli, sindacalista di base da anni impegnata nella battaglia per il reintegro: “I lavoratori hanno però’ continuato a combattere impugnando legalmente i licenziamenti e protestando contro il colosso delle telecomunicazioni, arrivando perfino ad occupare il tetto del Campidoglio. La pronuncia della Corte d’Appello del 25 settembre, seppure teoricamente ancora sottoponibile al terzo grado di giudizio, di fatto ha valenza definitiva. E’ giunto il momento per Vodafone di prendere atto di quanto è stato stabilito dai giudici e di iniziare a rispettare la legge Italiana, restituendo a queste persone il proprio lavoro”.
E continua: “Per i lavoratori si tratta di una vittoria che giunge dopo 6 anni di dure battaglie legali e sindacali – donne e uomini che hanno pagato un pesantissimo costo personale imposto da un pugno di manager Vodafone comodamente protetti da incarichi strapagati. Quarantenni che continuano a portare avanti la propria battaglia per il rispetto della legalità e per la difesa del proprio posto di lavoro. Si tratta insomma di una storia che a mio parere andrebbe raccontata perché è una lezione positiva per questo Paese piegato dalla rassegnazione dei cittadini e dal timore dei potenti e prepotenti”.
