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Roma

Il tappeto pubblicitario che invade Roma si prepara alla dieta: da 200 mila metri quadri dovrà ridursi a 130 mila, mentre gli introtiti per il Comune dovranno passare da 15 a 30 milioni l'anno. Detta in poche parole, dopo anni di manifesti selvaggi e di abusivismo, la Capitale ricerca un po' di civiltà pubblicitaria. Non solo: niente più manifesti in prossimità degli incroci e passaggio dal formato quattro metri per tre al formato tre metri per due. Una vera dieta che metterà a dura prova il mercato romani, abituato da sempre a vivere nell'abusivismo. E, in periodi di crisi, meno spazio disoonibii per le affissioni significa anche un aumento dei prezzi. Anche la regola della gara pubblica per l'assegnazione degli spazi porterà ad una vera rivoluzione tra gli operatori.
Scrive il Comune di Roma nell'enfasi della presentazione: “Efficace controllo sull'impiantistica, azione più incisiva di contrasto all'abusivo, mercato regolato da equità e concorrenza, stabile programmazione delle entrate. Questi gli obiettivi del nuovo piano regolatore degli impianti pubblicitari (Prip), approvato dalla giunta capitolina come delibera propedeutica al bilancio e presentato dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, e dall'assessore alla Roma Produttiva, Marta Leonori. Insieme al Prip sono state approvate anche alcune modifiche al regolamento con l'obiettivo di "assicurare maggior decoro e sicurezza, garantire la tutela del patrimonio archeologico e ambientale, insieme a un servizio piu' efficiente e a una stabile programmazione delle entrate", ha spiegato Leonori. "E un quarto di secolo, dagli anni Novanta che si aspettano nuove regole. Noi vogliamo nuove regole che mettano in sicurezza la città - ha detto Marino - Ad esempio, non vogliamo più impianti pubblicitari vicino agli incroci che possano distrarre gli automobilisti e causare incidenti. Vogliamo ordine, vogliamo ridurre, dimezzare: passare dai 200mila mq di pubblicita' ai 130mila mq, affidarli attraverso una gara pubblica e raddoppiare gli introiti del Comune di Roma che deve cercare i soldi senza pesare sulle tasche dei cittadini. Per questo e' opportuno cercarli dagli impianti pubblicitari e passare da un introito di 15milioni di euro a 30 milioni di euro l'anno che potranno essere utilizzati per servizi ai cittadini". "L'approvazione del Prip è le modifiche al regolamento sono state adottate dalla giunta recependo anche le indicazioni della Commissione Commercio in seguito al percorso partecipativo di sei mesi - ha detto Leonori - Ora sarà necessaria l'approvazione da parte dell'assemblea capitolina per effettuare la gara e avere più entrate, più sicurezza, più servizi, più decoro.
In particolare, il piano prevede la possibilita' di dedicare parte dell'esposizione pubblicitaria ai mercati rionali e alle edicole (10%), realizzare progetti speciali e di arredo urbano e il divieto, anche per gli impianti privati, di esporre pubblicita' con contenuti che presentino stereotipi di genere o che inciti al sessismo o alla violenza. Le modifiche relative alle dimensioni degli impianti e i vincoli sulle aree tutelate hanno comportato "una riduzione del 38%: dai 224mila di oggi a 138mila mq di esposizione pubblicitaria massima". Per quanto riguarda, invece, la definizione di quali quali saranno i modelli, i formati e gli standardizzati sull'intero territorio, sono state: ridotte le tipologie, ridotti i formati, ridotte anche le dimensioni massime (da 4x3 a 3x2). Recependo le prescrizioni della Valutazione ambientale strategica (Vas), il piano prevede di escludere interamente i tratti stradali circostanti le aree naturali protette, recepire le proposte di aree naturali protette e la rete stradale di interesse paesaggistico avanzate dalla Provincia di Roma nel Ptpg, inserire norme per il contrasto all'inquinamento luminosi, ribadire l'obbligo di autorizzazione paesaggistica.
Nello specifico, il territorio e' stato suddiviso in due zone: A e B. La zona A, di 83.700 ettari, comprende le aree incompatibili con l'installazione di impianti pubblicitario. La zona B, di 45mila ettari, comprende le aree in cui l'installazione di impianti e' ammessa secondo specifiche disposizioni. La "zona B" e' poi suddivisa in 3 "sottozone": B1, B2, B3. La sottozona B1 di 815 ettari del centro storico interno alle mura; la sottozona B2 di 2.780 ettari delle aree interne all'anello ferroviario + Eur; la sottozona B3 di 41.360 ettari (distribuzione omogenea degli impianti tra aree interne ed esterne al Gra). "La nostra idea e' quella di inserire all'interno della gara anche la responsabilita' di controllo del territorio. Quindi a chi vincerà la gara per la concessione dare anche l'impegno di controllare che sul territorio non ci siano impianti abusivi. Cosi' - ha concluso Leonori - sgraveremo anche l'amministrazione da un lavoro che costa risorse che sono dei cittadini e che possono essere impiegate in maniera diversa. Infine, andremo verso un'operazione di grande semplificazione perche' in questo momento abbiamo 400 operatori all'interno del settore: andremo a diminuire notevolmente invitando gli operatori seri che hanno in questi anni voluto operare con dignita' a mettersi insieme e a fare squadra".

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