Ue, pronte le raccomandazioni all'Italia. Le riforme salvano il giudizio su Renzi - Affaritaliani.it

Affari Europei

Ue, pronte le raccomandazioni all'Italia. Le riforme salvano il giudizio su Renzi

Mercoledì la Commissione dovrebbe approvare le raccomandazioni specifiche per paese, un appuntamento del semestre europeo che tiene conto delle leggi di stabilita' nazionali, dei programmi di riforme e delle piu' recenti previsioni economiche (quelle di primavera sono state diffuse dalla stessa Commissione martedi' scorso).

E' la prima "edizione" delle raccomandazioni dell'esecutivo guidato da Jean-Claude Juncker, operativo dallo scorso novembre, con il vicepresidente responsabile del semestre europeo Valdis Dombrovskis e il commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici.

L'atteggiamento nei confronti dell'Italia dovrebbe essere quest'anno piu' positivo: secondo quanto si apprende, infatti, la Commissione prendera' atto del percorso di riforme avviato dal governo Renzi e il documento servira' piu' da "acceleratore" che da guida alle riforme da effettuare.

Una fonte diplomatica riferisce infatti che c'e' piena sintonia fra le raccomandazioni e il programma avviato, e che nel prepararle la Commissioni ha avuto "uno scambio costante e costruttivo" con il governo. La maggiore insistenza di Bruxelles si concentra sulla riforma del sistema bancario italiano, considerata strutturale. I primi provvedimenti sono stati presi con la riforma delle banche popolari, e ora si discute anche con Bruxelles della creazione di una "bad bank", trovando un meccanismo che sia compatibile con le regole della concorrenza permettendo pero' anche agli istituti piu' piccoli e meno attrezzati contro le sofferenze a far fronte a questo problema del sistema.

Le altre riforme su cui accelerare, secondo l'esecutivo comunitario, riguardano il bilancio pubblico, il cui debito resta molto elevato costituendo fonte di vulnerabilita', la compettitivita', le infrastrutture, il mercato del lavoro, la giustizia. Secondo il piano nazionale di riforme approvato il mese scorso dal governo, l'impatto delle misure prospettate e per le quali e' stabilito un cronoprogramma preciso (di cui la Commissione valuta il rispetto), sara' pari all'1,8% del Pil nel 2020, al 3% nel 2025 e al 7,2 a lungo termine.