Il cervello si rigenera anche dopo gli 80 anni, se lo usi bene

Massimo De Donno
Affari di Genio

Non hai più scuse: ancora una volta la scienza ha confermato che il il cervello può rimanere giovane anche a 90 anni. A dirlo questa volta è una ricerca di Maura Boldrini 49 anni, toscana, nel suo suo studio della Columbia University di New York, dove insegna Neurobiologia e Psichiatria.

Finora si pensava che nel cervello adulto non si formassero nuovi neuroni ma diversi studi, ultimo in ordine di tempo quello della Dott.ssa Boldrini pubblicato pochi mesi fa sulla rivista scientifica Cell, è stato dimostrato il contrario.

"Il nostro cervello continua a produrre nuovi neuroni per tutta la vita  e questa è una capacità unica dell'uomo, assente nei roditori e nei primati", spiega la neurobiologa: "Si è visto che gli anziani sono emotivamente e cognitivamente più capaci di quanto si credesse: possono produrre migliaia di nuovi neuroni, al pari dei giovani, e nel loro cervello il volume della struttura che controlla le emozioni, chiamata ippocampo, equivale a quello caratteristico di un cervello giovane. L'unica differenza è la vascolarizzazione, meno diffusa nel cervello anziano”.

Come mantenere giovane e brillante il tuo cervello col passare degli anni

Resta a questo punto da capire in che modo possiamo, concretamente, indurre il nostro cervello a produrre nuovi neuroni attivi e nuove connessioni sinaptiche. Soprattutto nel caso in cui, in questo momento, tutto ti senta fuorché molto brillante mentalmente.

Sempre più spesso oggi purtroppo le persone sono oberate di impegni, stress e carichi mentali che non lasciano tregua al fisiologico ritmo del nostro cervello. Col risultato che ti senti spesso la testa come se fosse dentro una fitta nuvola di nebbia, le cose da fare si accavallano senza sosta procurandoti ansia, mentre hai la sensazione che non ce la fai a tenere tutto sotto controllo come vorresti. Il che, come il famoso gatto che si morde la coda, ti provoca ancora più ansia.

Questa confusione che molti di noi provano, soprattutto nel campo lavorativo e professionale dove le performance sono fondamentali e capaci di decidere il successo o l’insuccesso di quello su cui ti impegni ogni giorno, è la prima nemica della longevità.

Hai capito bene: più confusione provi, più ansia ti si genera. Più ansia e stress portano a più confusione. E avanti così in una spirale dalla quale si può uscire, ma pochissimi sanno come fare.

Ecco quindi i miei tre principali suggerimenti. In realtà sono vere e proprie aree di lavoro, su ciascuna delle quali dovresti impostare una strategia completa per assicurarti di coprire il tuo fabbisogno di azioni a favore della tua longevità e della tua neuroplasticità.

AREA DI INTERVENTO N°1: ORDINE

Il primo motivo per cui ti senti oberato da un carico mentale di stress eccessivo è il fatto che non stai dando le informazioni al tuo cervello nel modo in cui lui le può processare in via ottimale.

AREA DI INTERVENTO N°2. VASCOLARIZZATI

I processi di neuroplasticità sono facilitati e favoriti dall’avere un buon grado di ossigenazione dei tessuti e del corpo in generale. Se l’afflusso del sangue nel tuo corpo non è ottimale, anche il tuo cervello ne risente. In pratica? Segui le ormai fin troppo conosciute indicazioni per la salute: muoviti di più, respira di più, mangia meglio.

AREA DI INTERVENTO N°3. ALLENATI.

Il cervello non è tecnicamente un muscolo, ma l’immagine del muscolo è molto utile per spiegare in modo veloce il funzionamento della neuroplasticità. Così come per allenare un muscolo lo devi mettere sotto sforzo, altrettanto succede per il cervello. Naturalmente deve essere uno sforzo progressivo e non sopraffacente, qualcosa di grande quanto basta per essere sfidante ma non troppo da portarti a mandare tutto al diavolo in poco tempo!

Se nel 2020 riuscirai ad attivare almeno un’azione concreta per ognuna di queste aree e portarla avanti con costanza e continuità nel tempo, vedrai risultati che ti stupiranno!

Massimo De Donno 
Ideatore del Metodo Genio in 21 Giorni

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