Vaccino bimbi, Draghi si tradisce: campagna del governo senza parere dell'Ema

Il governo fa partire una mega campagna per convincere le famiglie a vaccinare i bimbi (5-11 anni) prima del pronunciamento Ema. VIDEO originale

di Antonio Amorosi
Coronavirus
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Video originale - Vaccino anti Covid, il governo Draghi si tradisce 

Perché far partire subito un'importante campagna di informazione per convincere le famiglie a vaccinare i bambini dai 5 agli 11 anni se non si ha l'ok di Ema? Se alla fine non si sa se è opportuno per i minori? Se è giusto o sbagliato sottoporli al vaccino anti Covid? Altrimenti perché si aspetta il pronunciamento di Ema? Dato che diversi Paesi importanti europei si sono già pronunciati esplicitamente contro? E' solo un atto formale? Sorge il dubbio che sia già tutto deciso. Ema è l'Agenzia europea per la valutazione dei medicinali.

Ieri, in conferenza stampa, il primo ministro italiano Mario Draghi è intervenuto rispondendo al giornalista del Tg3 Mario Franco Cao su come ci si stia preparando alla vaccinazione dei bambini.  

Draghi risponde: "Stiamo aspettando la pronuncia dell'Ema, su questo, ma è stato deciso dal Consiglio dei ministri di oggi di iniziare subito una importante campagna di informazione perché è prevedibile che ci possano essere delle esitazioni nel vaccinare i bambini più piccoli". Draghi misura molto le parole, mentre le pronuncia, quindi non ci troviamo di fronte a termini sfuggiti ma ben ponderati. Poi passa la parola al ministro della Salute Roberto Speranza. GUARDA SOTTO IL VIDEO


Ora è normale che il governo si prepari ad attuare le mosse in cui crede, visto che ha dichiarato di voler vaccinare anche i bambini dai 5 agli 11 anni (sono circa 3 milioni) anche se risulta che non abbiano danni dal Covid (potrebbe averli chi è già gravemente malato). 
Ma perché fare una campagna per convincere le famiglie su una cosa così delicata se non si sa se è del tutto corretta? I governi di Svezia e Danimarca affermano che nel caso dei minori con un’età dai 5 agli 11 anni il rapporto rischio-beneficio è a loro svantaggio, data la minima incidenza della malattia grave comparata alle reazioni avverse e parliamo per quanto rare di miocarditi, paralisi, autismo, morti. 
Ci sono anche Paesi che hanno un parere diverso ma oltre ai due europei ed altri nel mondo diversi scienziati, anche di fama mondiale, si sono esplicitamente pronunciati contro questi pericoli. 
Infine sul tema è intervenuto il ministro Speranza che ha spiegato quali saranno le tempistiche e i “passaggi formali”.
Dopo il pronunciamento di Ema, gli atti formali verranno inviati ad Aifa, la nostra agenzia del farmaco, che farà le opportune verifiche e si pronuncerà, “con tutta probabilità dando un parere che sarà allineato a quello di Ema”.
Ma Ema e Aifa non erano enti indipendenti? Perché si presume con tanta leggerezza che Aifa si pronunci con tutta probabilità come Ema? Poi Speranza continua: “Noi dobbiamo aspettare l'arrivo e la consegna da parte di Pfizer di queste dosi pediatriche… e verranno consegnate in date che non sono ancora certe ma, con tutta probabilità, soltanto nella terza decade di dicembre. La data esatta verrà stabilita nei prossimi giorni”. Ci sarà un incontro tra Pfizer e il generale Figliuolo.
Intanto, spiega Speranza, parte la campagna di comunicazione del governo. Al tavolo del ministero della Salute sono state già convocate le principali società scientifiche, a partire da quella di pediatria, le organizzazioni dei pediatri italiani. Indicazione del governo è quella di ascoltare i propri medici e questa è “l’indicazione più saggia”. 
Ma se devono ascoltare i propri medici, per decidere il da farsi, perché fanno partire prima una campagna di informazione di massa per convincere le famiglie?
Sembra già tutto deciso.