Ecco 5 itinerari golosi: alla scoperta delle eccellenze culinarie italiane

Lungo la penisola, alla ricerca di evasioni gustose e originali, tra le colline, in vigna, nei trabocchi sul mare o in prestigiosi caffè storici...

di Franca D.Scotti
Costume
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Dal Piemonte all'Abruzzo, un viaggio da nord a sud alla scoperta delle eccellenze culinarie italiane

Abruzzo, a pranzo nel trabocco

Prende il nome dall’elemento più iconico, quelle palafitte protese in mare con enormi reti da pesca appese a lunghissimi pali di legno. Questo tratto di costa dell’Adriatico a sud di Pescara, che va da Ortona fino a Vasto, nella provincia abruzzese di Chieti, ha un elemento che la rende inconfondibile. Sono i trabocchi, queste palafitte/casette/luoghi di lavoro decisamente scenografici che punteggiano la costa.

La loro storia racconta una vita difficile di contadini abruzzesi che, soprattutto nel periodo invernale, si improvvisavano pescatori e, non essendo uomini di mare, inventavano queste strutture per non avventurarsi in barca.

Per capire la storia, le avventure, le tecniche di pesca e di costruzione si va al Trabocco di Punta Tufano: qui il proprietario, appartenente a generazioni di pescatori, spiega con pazienza e allestisce magnifici pranzi a base di pescato freschissimo, come il tipico brodetto alla vastese, piatto unico ricchissimo e molto vario. Gli sportivi possono arrivare direttamente in bici percorrendo la famosa ciclabile Via Verde, che recupera la ferrovia Adriatica dismessa.

E dalla Via Verde, che corre parallela alla costa, si sta sviluppando anche la Rete Ciclabile dei Trabocchi, che porta dal mare alle colline, verso quel territorio vitato di grande pregio, da cui si ricavano i grandi vini abruzzesi, Montepulciano, Trebbiano, Cerasuolo.

Per un assaggio di cucina di terra, poi, ecco una vera scoperta: la ventricina, il primo tra i Presidi Slow Food abruzzesi, un insaccato ovoidale di lunga stagionatura ottenuto dalle parti più nobili del maiale, mescolate a polvere di peperone rosso dolce e un pizzico di peperone piccante. La ventricina è ovviamente una produzione di nicchia. Per conoscerla e gustarla bisogna visitare l’Accademia della Ventricina a Scerni.

Umbria, grandi vini e chef eccellenti

Nel cuore verde d’Italia, a Torgiano, con vista sconfinata sulle colline tra Assisi e Perugia, sono famosi i vini dell’azienda Lungarotti, che ha anche il merito di aver allestito un interessante Museo del Vino e dell’Olio. Ma ultimamente Torgiano attira i buongustai nel resort cinque stelle Borgobrufa SPA Resort, per la presenza di un giovane chef visionario.

Qui si vivono esperienze intense e magiche, degustazioni di vino e cibi locali, corsi di cucina, camminate nella natura, tour in e-bike, passeggiate a cavallo, escursioni naturalistiche e culturali. E, tra i punti di forza del Resort, è senz’altro la cucina, che va oltre la trasformazione delle materie prime per ricercare il benessere e l’armonia. Il percorso nasce dalla passione di una brigata guidata da uno chef giovane, Andrea Impero, che vive la cucina come studio di prodotti e territorio.

In particolare, le materie prime rappresentano l’essenza, gli “elementi” di partenza e il punto d’arrivo nella cucina di Borgobrufa SPA Resort. I prodotti impiegati, infatti, provengono da allevatori, agricoltori, produttori e artigiani locali che lavorano con amore e passione, portando avanti antiche tradizioni.

Chef Andrea Impero li ha scovati con impegno e dedizione attraverso una regione ricca di giacimenti gastronomici e li ha selezionati per garantire agli ospiti la massima qualità sulla tavola. Per la sua filosofia di cucina nobile e ambiziosa, l’hotel collabora con circa 50 aziende, tutte impegnate nel rispettare il benessere degli animali, l’armonia e i cicli della natura: olio Extravergine, suini di razza Cinta Senese, polli, oche e galline, legumi e cereali biologici, formaggi, dai più freschi ai più stagionati, morbidi, dolci, cremosi, piccanti.

Toscana, enoturismo luxury

Anche in un “fazzoletto” di terra in provincia di Lucca, a 150 m di altezza sul livello del mare, si può assaporare quella “land art” che rivela il tipico senso toscano di armonia tra ambiente naturale e umano. Siamo a Montecarlo, un borgo medievale di 4000 persone, una torre merlata che spicca in lontananza, profili ondulati intorno.

Ma soprattutto Montecarlo è famoso per il suo territorio vitato da cui trae origine il Montecarlo DOC, una denominazione riconosciuta nel 1969. Il piccolo Consorzio di produttori comprende l’eccellenza della Tenuta del Buonamico, l’azienda più grande. Oggi la Tenuta del Buonamico è una meta imperdibile in questa terra di Toscana, sia per i suoi vini, sia per l’hospitality e la ristorazione, sia per l’eleganza del design. Un enoturismo luxury, dunque, che offre una magnifica offerta, declinata su varie possibilità.

Prima di tutto la visita con degustazione in cantina, anche solo per una breve sosta di un paio d’ore, possibile per gruppi da 2 a 80 persone: tra le barriques in legno e le autoclavi in acciaio sono conservate le bottiglie e le etichette storiche velate dalla patina degli anni.

Il Montecarlo ha una lunga storia su cui s’innesta la Tenuta del Buonamico: terra argillosa, vocata alla viticoltura da 2000 anni, appena ventilata dai vini della Versilia che apportano salinità, dove nei primi anni dell’Ottocento, un gruppo di intraprendenti vignaioli ebbe l’intuizione di introdurre diversi vitigni di origine francese.

Il Buonamico, che copre un’area di 100 ettari, 48 dei quali con vigneti specializzati, pur lasciando inalterate le caratteristiche essenziali per una viticoltura di sapore antico, si è posizionata sul mercato come azienda leader di Montecarlo per la produzione di vini pregiati, tra cui i celebri spumanti. Dal primo tentativo entusiasmante di 2.000 bottiglie di Brut Rosé, è nato lo Spumante Particolare, uno dei prodotti oggi più importanti della Tenuta, arrivando a un totale di circa 140.000 bottiglie commercializzate nel 2020.

La visita e la degustazione in cantina può essere completata da una cena al ristorante gourmet Syrah, che affianca la tradizione toscana alla nuova gastronomia, con una bella ricerca di materie prime, tanta creatività e originalità, che ruotano intorno all’amore per il vino e l’olio extravergine di oliva.

Emilia, picnic al tramonto tra i vigneti

Il tramonto si tinge di rosa a Opera|02, la tenuta della famiglia Montanari nel cuore delle colline modenesi, per una stagione all’insegna dell’aperitivo country-chic. Fino a settembre, infatti, sarà possibile vivere l’esperienza di un magico picnic tra le vigne o di un drink a bordo piscina o, ancora, visitare la straordinaria cantina dell’omonima azienda agricola.

Premiata quest’anno dal Touring Club Italiano (ex-aequo con il ristorante Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo) per il Miglior Menu Sostenibile 2022, Opera|02 si trova tra le colline di Levizzano Rangone, a soli trenta minuti da Modena, in uno degli scorci più suggestivi del territorio emiliano ed è insieme un ristorante gourmet, un magnifico resort e un luogo dove potersi rilassare in mezzo alla natura, magari degustando un bicchiere di Opera Rosa, lo straordinario lambrusco di Grasparossa DOP rosé prodotto proprio dalle uve della tenuta.

Mattia Montanari, ceo Opera|02, sottolinea che offrono il piacere della buona cucina in un luogo in cui storia, tradizione e territorio si fondono, regalando atmosfere speciali. A disposizione degli ospiti i prodotti della azienda agricola e materie prime frutto della stretta collaborazione con partner locali che sono stati coinvolti per questa stagione in quanto in linea con la filosofia del resort di prediligere la qualità alla quantità.

Per i picnic tra i vigneti gli ospiti possono ritirare il loro cestino da picnic in formato apericena, sempre comprensivo di un calice di Lambrusco rosé Opera Rosa. Tutti gli ospiti che lo desiderassero potranno, inoltre, partecipare ogni sera, a partire dalle 19.30, a una visita gratuita e facoltativa alla cantina.

Piemonte, peccati di gola a Torino

Se il buon gusto di Torino e dei torinesi è eleganza, raffinatezza nei modi, discrezione, è anche buon gusto a tavola. Sarà per merito di una corte reale, sarà per merito di una ricca nobiltà, sarà per merito di chef blasonati che hanno importato e creato ricette eccellenti. Accompagnate, non c’è bisogno di dirlo, da vini superbi.

Un itinerario che si snoda nella Torino del gusto e della gola, va alla ricerca di piatti e ricette, assaporati, se possibile, in locali di tradizione. Perché anche il contesto vuole la sua parte e sedersi a tavola tra specchi dorati, stucchi e passamanerie d’epoca è un’esperienza che vale doppio.

Prima tappa il Caffè Reale all’interno del complesso dei Musei Reali, ospitato in quelle che erano le fruttiere e le dispense di Palazzo. Qui, anche per un pranzo leggero, si comincia ad assaporare la cucina tradizionale piemontese: peperoni in bagnacauda, tartare di fassona, vitel tonné, il dolce bunet al cioccolato.

Il ristorante Porto di Savona aperto nel 1863, appena dopo l’Unità d’Italia, in piazza Vittorio Veneto si apre sullo sfondo del Po che scorre lento e la Gran Madre: è socio dei Locali Storici d’Italia che valorizzano i più antichi ristoranti e caffetterie italiani.

Torino vanta una notevole presenza di caffè storici tutti ultracentenari, dove un tempo politici, artisti e letterati amavano incontrarsi. Imperdibile il Caffè Al Bicerin, nato addirittura nel 1763 come bottega del confettiere Giuseppe Dentis, con tavolini e banco in marmo, boiseries, pavimento in legno e serramenti in ghisa originali!

Qui si degusta il “bicerin”, cioè la bevanda storica fatta di caffè, cioccolato e crema di latte a strati, che aveva già deliziato Cavour, Alexandre Dumas, Puccini e Nietzsche. La Torino di gusto e di gola comprende anche l’aperitivo a base di Vermouth, nato proprio a Torino nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano, e venduto all’inizio in una bottega di liquori in Piazza Castello.

La sua ricetta prevede Moscato del Piemonte e vini corposi del Sud, insieme con estratti e infusioni di circa 30 erbe aromatiche. Ecco allora il rito rinnovato oggi di Extra Vermouth che, in alcuni locali selezionati, prevede tre degustazioni di Vermouth in purezza, oppure una degustazione in purezza e un cocktail con l’abbinamento di 4 assaggi di piatti o prodotti tipici piemontesi.