Alberghi a 5 stelle, migliaia di euro in macelleria e auto blu. Inchiesta sul Garante della Privacy, ecco le carte e che cosa emerge
Ecco tutte le carte dell'inchiesta
Inchiesta sul Garante della Privacy, ecco le carte e che cosa emerge
L’inchiesta che coinvolge i vertici del Garante per la protezione dei dati personali disegna un quadro fatto di rimborsi contestati, benefit discutibili e utilizzo improprio di risorse pubbliche. Secondo gli atti dell’indagine visionati da Affaritaliani, quattro componenti del Collegio avrebbero trasformato strumenti e fondi legati alla funzione istituzionale in una sorta di dotazione personale: dalle auto di servizio ai viaggi, passando per affitti, spese alimentari e benefit ricevuti da soggetti privati.
Al centro delle contestazioni c’è l’ipotesi che denaro pubblico sia stato impiegato per finalità estranee al mandato, attraverso richieste di rimborso per spese non riconducibili all’attività istituzionale. L’importo complessivo non è ancora stato quantificato, ma l’elenco delle voci finite sotto la lente della Procura è ampio: trasferte, soggiorni in hotel di lusso, affitti onerosi e persino acquisti in macelleria.
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L’auto di servizio e il viaggio alla sede di FdI
Tra gli episodi più simbolici c’è l’uso dell’auto blu del Garante. Secondo l’indagine, il mezzo — che per legge sarebbe riservato esclusivamente al presidente e solo per inderogabili esigenze di servizio — sarebbe stato utilizzato con una certa disinvoltura da più componenti del Collegio.
In particolare, Agostino Ghiglia avrebbe usato l’auto con autista per recarsi nella sede nazionale di Fratelli d’Italia, in un appuntamento estraneo alle funzioni istituzionali. La visita sarebbe avvenuta alla vigilia della comunicazione ufficiale della condanna nei confronti della trasmissione Report. In un’altra occasione, sempre Ghiglia si sarebbe fatto accompagnare dall’hotel romano all’aeroporto di Fiumicino per un volo privato.
Affitti, hotel di lusso e spese personali
L’analisi dei bilanci tra il 2021 e il 2024, effettuata dal commercialista Gian Gaetano Bellavia, mostra una crescita marcata delle spese legate agli incarichi istituzionali: da 850mila euro a oltre 1,2 milioni. L’aumento sarebbe dovuto in larga parte a rimborsi per viaggi, alberghi a cinque stelle, cene di rappresentanza, ma anche servizi come lavanderia, fitness e cura della persona.
Particolare attenzione è riservata alle spese per l’alloggio a Roma. Tre dei quattro membri del Collegio non risiedono nella Capitale e possono usufruire di un rimborso fino a 5mila euro mensili. Il presidente Pasquale Stanzione avrebbe affittato un appartamento vicino a una società di B&B gestita dalle figlie: il canone, inizialmente di 2.900 euro, sarebbe poi salito in modo giudicato anomalo a 3.700. Sempre Stanzione avrebbe inoltre speso migliaia di euro all’anno in acquisti presso una macelleria.
Le tessere Volare
Uno dei capitoli più delicati riguarda i rapporti con Ita Airways. Nel marzo 2023 la compagnia, nata dalle ceneri di Alitalia, aderì all’iniziativa “Finalmente un po’ di privacy”. Nello stesso periodo, tutti i membri del Garante ricevettero una tessera Volare dal valore di circa 6mila euro ciascuna. In un primo momento si sarebbe trattato di carte di livello base, poi trasformate in Executive attraverso una procedura interna che la compagnia non avrebbe mai chiarito del tutto.
Il caso assume contorni più complessi per via dei legami professionali tra Ita e lo studio legale E-Lex, fondato da uno dei membri del Collegio. Tra il 2023 e il 2025 la compagnia avrebbe affidato allo studio incarichi per circa 116mila euro. Nello stesso arco temporale, Ita era spesso interlocutrice del Garante per questioni legate alla privacy e, nel 2023, era stata anche destinataria di un procedimento per irregolarità nel trattamento dei dati, concluso due anni dopo con una sanzione soltanto formale.
Consulenze, sanzioni “leggere” e trattamenti differenti
Gli inquirenti segnalano analogie anche in altri procedimenti. La Asl Abruzzo 1, che si era avvalsa dello stesso studio legale, fu destinataria di un semplice ammonimento per una violazione della privacy; in un caso ritenuto simile, la Asl Napoli 3 aveva invece ricevuto una multa da 30mila euro.
Sotto osservazione è finita anche una sanzione inflitta a Meta per il lancio degli smart glasses sviluppati con Ray-Ban. La multa, inizialmente ipotizzata in 44 milioni di euro, era stata ridotta a un milione e successivamente annullata per vizi procedurali. Gli investigatori vogliono capire se abbiano avuto un peso alcuni comportamenti pubblici e privati, tra cui la promozione degli stessi occhiali sui social e un incontro riservato avvenuto in occasione di un evento a Como.
Viaggi istituzionali
Le spese di rappresentanza, infine, sarebbero passate da 20mila euro nel 2021 a circa 400mila negli anni successivi. Testimonianze raccolte dagli inquirenti parlano di una gestione percepita internamente come “molto disinvolta”, anche per il numero di persone coinvolte nelle missioni ufficiali.
Emblematico il viaggio a Tokyo per il G7 del 2023: il costo ufficiale comunicato era di 34mila euro, ma secondo fonti interne la cifra reale avrebbe superato gli 80mila, con circa 40mila euro solo per i voli. In alcune trasferte, inoltre, membri del Collegio avrebbero viaggiato in classe business nonostante i regolamenti interni lo vietassero, senza che sia chiaro se la differenza sia stata poi restituita.
Un insieme di elementi che, secondo la Procura, delineerebbe un uso quantomeno disinvolto delle risorse pubbliche e una rete di rapporti che solleva interrogativi su conflitti di interesse e imparzialità dell’azione amministrativa.