Bimbo azzannato dal pitbull di famiglia, l’esperto: “Il cane non morde all’improvviso: ecco i segnali a cui fare sempre attenzione"

Affaritaliani ha intervistato Francesco Mancini, educatore cinofilo specializzato nell’area comportamentale per analizzare cosa succede nella relazione uomo–cane

di Federica Concas
Foto di Lilla Kalocsai da Pixabay 
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Bimbo azzannato dal pitbull di famiglia: "La responsabiltà non è mai monocausale"

Un bambino di 13 mesi è stato azzannato da un pitbull di famiglia, a Salerno. Un episodio che riapre il dibattito sulla sicurezza, sulla gestione dei cani e sulle responsabilità: è colpa dell’animale o degli adulti?Affaritaliani.it ne ha parlato con Francesco Mancini, educatore cinofilo specializzato nell’area comportamentale, per analizzare cosa succede nella relazione uomo-cane e quali misure possono ridurre il rischio di episodi simili.

Negli episodi come questo si riaccende sempre la polemica: come va letta davvero la responsabilità – è un problema del cane o della gestione umana?
 
"Dire che è “colpa del cane” o “colpa dell’uomo” è sempre riduttivo. La responsabilità in caso di morsicatura non è mai monocausale. Nasce dall’interazione tra genetica, ambiente, gestione umana e relazione. La comunicazione cane-uomo è complessa e spesso include segnali ignorati, bisogni non soddisfatti e limiti non rispettati. L’evento critico è quasi sempre l’esito di dinamiche disfunzionali costruite nel tempo.

L’uomo resta però il principale decisore: sceglie il cane, l’ambiente, gli stimoli e spesso lo espone a situazioni per cui non è pronto. Con i bambini piccoli il rischio aumenta. La prevenzione passa da consapevolezza, conoscenza dei bisogni specie-specifici e rispetto dei limiti di entrambi."
 
Un cane morde “all’improvviso” oppure, nella maggior parte dei casi, dà segnali che non vengono riconosciuti?


"Salvo rari casi di aggressività idiopatica, il morso non è mai improvviso: è l’atto finale di una sequenza di segnali (irrigidimento, evitamento, leccarsi il naso, coda rigida, ringhio). Se questi segnali non vengono riconosciuti o vengono puniti, il cane può saltare le fasi intermedie. In alcune razze la selezione ha ridotto i segnali di avviso. Ringhio e morso non sono “cattivi”: sono comunicazione. Il ringhio è un avvertimento e offre prevenzione. Riconoscere questi segnali permette di intervenire prima".
 
Quanto contano davvero razza e “indole” e quanto, invece, educazione, regole, ambiente e stress quotidiano?

"La genetica conta: ogni razza è stata selezionata per funzioni diverse e questo modella soglie emotive e strategie comportamentali. La razza non determina tutto, ma costituisce la base: definisce il potenziale. Educazione, ambiente e relazione modulano, ma non cancellano la genetica. Per questo serve consapevolezza: conoscere selezione, caratteristiche e contesto adatto è essenziale per sicurezza e benessere".
 
Quali sono, in generale, gli errori più comuni che si commettono nella gestione di un cane?

"Molti errori nascono da buone intenzioni e scarsa conoscenza. Amare un cane non significa assenza di regole: confini chiari riducono stress e comportamenti disfunzionali. Punire i segnali di disagio è pericoloso: toglie comunicazione e aumenta il rischio di morso, poiché spesso i cani vivono iperstimolati, con poco riposo e attività non idonee. Un grave errore è anche ignorare le fasi di sviluppo e scegliere il cane solo per estetica crea problemi futuri

Tre regole imprescindibili che consiglierebbe per prevenire incidenti come questo, prima che sia troppo tardI
 
"Mai lasciare cani e bambini da soli. Anche il cane più equilibrato può reagire in modo imprevisto di fronte a movimenti rapidi, rumori improvvisi o gesti troppo invadenti: la presenza di un adulto che osserva e interviene, se necessario, è la prima vera forma di prevenzione. È altrettanto importante imparare a conoscere e ad ascoltare il cane. Postura, sguardi, segnali di calma e piccoli cambiamenti nel corpo raccontano come sta e di cosa ha bisogno. Riconoscerli significa saper rispettare i suoi limiti, costruire fiducia e prevenire molti conflitti.

Infine, affidarsi a professionisti qualificati fa davvero la differenza. Educatori cinofili e veterinari esperti in comportamento aiutano a leggere meglio il cane, a gestire le situazioni delicate e a costruire una relazione più consapevole, sicura e serena – per l’animale e per tutta la famiglia".

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