Ciclone Harry, Sicilia devastata: mareggiate record, strade sventrate e lidi spazzati via
Raffiche fino a 150 km/h e onde alte dieci metri: il litorale tra Catania e Messina in ginocchio, danni per oltre mezzo miliardo
Tre giorni di vento e mare che hanno lasciato un segno profondo. Il ciclone Harry ha colpito duramente la Sicilia orientale, devastando il litorale tra Catania e Messina con raffiche fino a 150 chilometri orari e onde alte quasi dieci metri.
Il bilancio provvisorio parla di oltre mezzo miliardo di euro di danni, ma la conta è ancora in corso. Fortunatamente non si registrano vittime, grazie all’efficacia della macchina della Protezione civile, che ha gestito evacuazioni e allerte nei territori più esposti.
Litorali cancellati e barche trascinate in strada
Le immagini arrivate da Mascali raccontano meglio di qualsiasi parola la forza distruttiva del ciclone: lidi balneari completamente cancellati, barche scaraventate sull’asfalto, auto trascinate dalla furia del mare ed edifici gravemente danneggiati.
Interi tratti di lungomare sono stati inghiottiti dalle onde, mentre le strade risultano sventrate e ricoperte di detriti. Non appena le condizioni meteo lo hanno permesso, i cittadini si sono messi al lavoro per liberare strade e abitazioni, ma lo scenario che emerge è quello di una costa profondamente segnata.
La risposta dell’emergenza
Nonostante la violenza del fenomeno, l’assenza di vittime è il risultato di ordinanze tempestive, evacuazioni preventive e di un coordinamento costante tra Comuni, Protezione civile e forze dell’ordine. In diverse località costiere l’accesso al mare era stato vietato e la popolazione invitata a non avvicinarsi ai lungomari.
Ora si apre la fase più delicata: la stima definitiva dei danni, il ripristino delle infrastrutture e il sostegno a famiglie e operatori turistici colpiti, proprio nel cuore di un territorio che vive di mare.