Codice della strada, cambia tutto. La Consulta: "La guida sotto effetto di droga è punibile solo se crea pericolo”

La Corte salva l’articolo 187 ma impone una lettura “restrittiva”: necessarie tracce biologiche in quantità idonea, secondo scienza, ad alterare le capacità di controllo del veicolo

di Alberto Ratto
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Codice della strada: non serve più provare l’alterazione “effettiva”, ma va accertata una presenza di sostanza potenzialmente capace di compromettere la guida

La stretta del 2024 sulla guida dopo l’assunzione di stupefacenti non è illegittima, ma può colpire solo chi si mette al volante in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione. È il chiarimento della Corte costituzionale sull’articolo 187 del Codice della strada, modificato nel 2024: prima la norma puniva chi guidava "in stato di alterazione psico-fisica" dopo aver assunto droga, mentre la nuova formulazione sanziona chi guida "dopo aver assunto" sostanze stupefacenti.

Il cambio di impostazione aveva acceso i dubbi di tre giudici, secondo cui la riscrittura rischiava di punire chiunque avesse assunto stupefacenti in qualsiasi momento anteriore alla guida, anche molto lontano nel tempo. Una lettura così ampia, sostenevano, produrrebbe risultati irragionevoli e sproporzionati, finendo per colpire condotte inoffensive rispetto alla sicurezza stradale e creando disparità, tra l’altro, con la disciplina della guida sotto l’influenza dell’alcol. Alla prospettazione dei giudici di merito avevano aderito anche l’Unione delle camere penali italiane e l’Associazione italiana dei professori di diritto penale, intervenute come 'amici curiae'.

La Consulta non ha condiviso le censure, ma ha indicato un perimetro preciso: serve una "interpretazione restrittiva della nuova norma in conformità ai principi costituzionali di proporzionalità e offensività, oltre che alla stessa finalità perseguita dal legislatore". In concreto, non sarà più necessario dimostrare che il conducente fosse in stato di effettiva alterazione psico-fisica al momento della guida. Resta però indispensabile un accertamento sulla presenza nei liquidi corporei di quantità di sostanza che, secondo la scienza, possano incidere sulla capacità di guidare.

La Corte spiega infatti che bisogna verificare la presenza di quantitativi di stupefacente "che per qualità e quantità, in relazione alle singole matrici biologiche in cui sono riscontrate, risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare in un assuntore medio un'alterazione delle condizioni psico-fisiche, e conseguentemente delle normali capacità di controllo del veicolo". In altre parole, la punibilità non scatta per il solo “pregresso” consumo in senso astratto, ma quando le tracce riscontrate sono tali da poter compromettere le capacità di guida in un assuntore medio, così da creare un pericolo per la circolazione.

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