Crans-Montana, la frase choc del titolare: "Anche noi siamo delle vittime". La Bild: "Cercato un jet per fuggire dopo la strage"
Secondo il quotidiano tedesco, Jacques Moretti avrebbe contatto un'agenzia di aerei privati per lasciare la Svizzera
Jacques e Jessica Moretti
Crans-Montana, Moretti: "Non ho colpe". Dieci ore di interrogatorio sulla difensiva
Proseguono le indagini sulla strage di Capodanno, la festa a "Le Constellation" che si è trasformata in tragedia a Crans Montana in Svizzera. Il terribile rogo è costato la vita a 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite (alcune in modo molto grave). I titolari però provano a smarcarsi da eventuali responsabilità, facendo infuriare le famiglie delle vittime. "Non ho colpe, non sono mie le responsabilità. Sulla sicurezza ho fatto tutto quello che dovevo fare". Ha risposto così Jacques Moretti - il proprietario del Constellation - alle domande di magistrati e avvocati nell'interrogatorio di martedì 20 gennaio, durato quasi 10 ore.
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"Anche noi siamo vittime di quel che è successo. Certo, - dice Moretti e lo riporta Il Corriere della Sera - non vittime sullo stesso piano dei morti e feriti, ma soffriamo profondamente anche noi", ha aggiunto Moretti. Il quale, secondo la Bild, avrebbe contattato un'agenzia di jet privati per valutare di lasciare la Svizzera dopo la strage. Moretti risponde anche sulle candele scintillanti: "Era una cosa che faceva lo staff, non era una mia iniziativa ma non l’ho mai nemmeno proibito".
E sui pannelli del soffitto finiti nel mirino della Procura, ha detto: "La schiuma l'ho comprata, ma nessuno mi aveva detto che era infiammabile. Nei controlli fatti nessuno ha avuto da ridire sui pannelli". Sulla sedia che ostruiva l'uscita di sicurezza, invece: "L'ha messa un cliente il giorno prima". La porta del piano terra chiusa a chiave? "Era chiusa sì, ma non so come mai. E comunque era una porta di servizio, non un'uscita di sicurezza".