Garlasco, le 48 ore di telefonate "anomale" tra Sempio e la Procura prima dell’interrogatorio, "Non ricordiamo il motivo"
Si riaprono i dubbi su Sempio: le chiamate dalla procura col carabiniere e gli avvocati. Spunta anche un possibile movente
Delitto di Garlasco, indagini approfondite sulle telefonate tra Andrea Sempio e gli inquirenti di cui nessuno ricorda nulla
Proseguono le indagini sul delitto di Garlasco. La Procura di Brescia sta concentrando l’attenzione su quanto accaduto tra sabato 21 e domenica 22 gennaio 2017. In queste 48 ore, secondo gli inquirenti, si sarebbe registrato un flusso “anomalo” di telefonate tra Andrea Sempio e la polizia giudiziaria. Il procuratore Francesco Prete e la pm Claudia Moregola ipotizzano che questi contatti possano essere collegati alla presunta corruzione che avrebbe portato all’archiviazione della posizione di Sempio.
Un paio di settimane fa, il carabiniere Silvio Sapone, ex capo della squadra di pg di Pavia, è stato interrogato a Brescia. Gli è stato chiesto di spiegare il motivo della telefonata ricevuta da Andrea Sempio alle 17.30 di domenica 22 gennaio 2017, durata oltre cinque minuti. È stato inoltre chiesto se sapesse dare una spiegazione alle quattro chiamate, tutte senza risposta, ricevute da Sempio il 21 gennaio da un telefono fisso della Procura di Pavia, intercalate da altre chiamate senza risposta effettuate da Sapone dal suo cellulare privato.
Gli investigatori hanno ricostruito che in quella finestra di gennaio 2017 i telefoni di Sempio, dei suoi avvocati e della polizia giudiziaria risultano collegati da una serie di contatti continui, con chiamate brevi e ripetute. Gli interrogati hanno dichiarato di non ricordare i dettagli delle conversazioni, ma la Procura ritiene che i tabulati telefonici possano fornire informazioni sul flusso di contatti in quel periodo.
Risultati della perizia sul DNA sotto le unghie di Chiara Poggi hanno mostrato compatibilità con la linea paterna di Andrea Sempio. Gli inquirenti valutano anche possibili coinvolgimenti di padre, zii o cugini maschi, pur non essendoci elementi che colleghino questi ultimi alla villetta Poggi.
Come riporta il Corriere della Sera, i magistrati ritengono di aver individuato due possibili motivi alla base del delitto: Chiara Poggi avrebbe scoperto un segreto riguardante Sempio oppure vi sarebbe stato un rifiuto da parte della ragazza che avrebbe scatenato la reazione dell’indagato. È attesa la consulenza medico-legale della professoressa Cristina Cattaneo per stabilire l’orario della morte, le armi utilizzate e le fasi del delitto. Il Ris di Cagliari ha già fornito elementi sulle traiettorie del sangue e sulla presenza di eventuali tracce di complici sulla scena del crimine.
Secondo la Procura di Pavia, le indagini potrebbero chiudersi all’inizio del 2026, con una successiva richiesta di rinvio a giudizio. Gli atti potrebbero poi essere inviati alla Procura generale di Milano per valutare una eventuale revisione della condanna di Alberto Stasi. In queste indagini risultano indagati l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e il padre di Sempio, Giuseppe, per un presunto pagamento illecito tra i 20 e 30 mila euro, mascherato da prestiti o prelievi, finalizzato all’archiviazione della posizione di Andrea Sempio.