Valentino e la battuta sullo sconto in negozio, evviva le leggerezza di Brunello Cucinelli
La battuta di Brunello Cucinelli su Valentino che “chiedeva lo sconto” non è stata una mancanza di rispetto, ma l’esatto contrario: un gesto di umanizzazione
Brunello Cucinelli
Il commento
La battuta di Brunello Cucinelli su Valentino che “chiedeva lo sconto” non è stata una mancanza di rispetto, ma l’esatto contrario: un gesto di umanizzazione. Dire che anche un gigante della moda si divertiva, come tutti noi, a strappare uno sconto significa riportarlo tra i vivi, non sminuirlo. È il modo più semplice – e forse più elegante – di ricordare una grandezza senza imbalsamarla. La reazione dell’ex compagno e socio di Valentino Giancarlo Giammetti, stizzita e sproporzionata, tradisce una totale incomprensione dell’umorismo di Cucinelli, che può piacere o meno ma difficilmente è offensivo. Arrivare a dire, ha detto Giammetti, che Valentino “nemmeno lo conosceva” suona più come uno scatto nervoso che come una verità rilevante. Soprattutto nel giorno del funerale, quando una battuta affettuosa è spesso una forma di vicinanza più sincera di mille elogi solenni. Il dibattito che si è accesso sulla presunta “sacralità” di Valentino è abbastanza patetico. Valentino non aveva bisogno di essere canonizzato, era già enorme. Difenderlo da una battuta gentile significa, paradossalmente, renderlo fragile. E invece i grandi – quelli veri – si riconoscono proprio perché possono permettersi anche una risata, persino nel giorno dell’addio.
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