Fontana di Trevi a pagamento? Il Financial Times demolisce la decisione italiana: "Un'autorità controlla l'accesso di un bene comune"
Sul Financial Times la critica al ticket di 2 euro per Fontana di Trevi "Ekberg oggi dovrebbe pagare". Von Tunzelmann rievoca La Dolce Vita
Sul Financial Times la critica al ticket di 2 euro per Fontana di Trevi
"Vagando per le strade di Roma di notte con un gattino in testa, Anita Ekberg si imbatte nella Fontana di Trevi deserta. Era il 1960. Nel 2026, avrebbe dovuto mettersi in coda e pagare 2 euro per avvicinarsi". Dalle colonne del Financial Times, la storica britannica Alex von Tunzelmann rievoca una delle immagini più iconiche de La Dolce Vita di Federico Fellini, trasformandola nell'incipit della sua critica alla decisione del Campidoglio di introdurre un biglietto per accedere al monumento.
"Forse le avrebbero chiesto anche un supplemento per il gattino", aggiunge, con un affondo ironico. Sceneggiatrice e autrice del bestseller Fallen Idols, dedicato ai monumenti finiti al centro dei grandi dibattiti culturali degli ultimi anni, von Tunzelmann non minimizza l'impatto del turismo di massa e dei costi della manutenzione. Ma individua una frattura più profonda: far pagare per "guardare", è la sua tesi, rischia di modifica "radicalmente" il rapporto tra una città e i suoi simboli. Le transenne, osserva, non sono solo fisiche, ma anche "psicologiche": "Un'autorità ora controlla l'accesso a qualcosa che è stato costruito per il bene comune".