Garlasco, Cataliotti gela le certezze dei social: "Non credo che la Procura sia convinta del coinvolgimento di Sempio"
L’avvocato Cataliotti invita alla prudenza sulle letture dell’inchiesta: la riapertura non significa automaticamente convinzione sulla colpevolezza
Durante la diretta di Mattino Cinque, l’avvocato Cataliotti ha espresso una posizione netta sull’indagine che coinvolge Andrea Sempio, invitando a non confondere l’attività investigativa con una presa di posizione accusatoria.
«Non credo che la Procura sia convinta del coinvolgimento di Sempio», ha spiegato il legale.
Secondo Cataliotti, la riapertura delle verifiche non sarebbe frutto di un “accanimento investigativo”, ma la conseguenza naturale di atti depositati dalle parti processuali. In particolare, l’avvocato ha sottolineato come l’iniziativa sia partita da elementi portati dalla difesa di Alberto Stasi.
Il punto centrale del ragionamento è giuridico: per la Procura verificare un atto di parte è un dovere istituzionale, ma questo — ha ribadito — non significa necessariamente che l’ipotesi accusatoria venga ritenuta fondata.
Cataliotti ha poi criticato la narrazione di parte del dibattito pubblico, dove spesso — a suo dire — si dà per scontato che la riapertura di un’indagine coincida con una convinzione sulla colpevolezza. «Io mi permetto di dubitarlo», ha concluso.
Le parole del legale riaccendono il confronto mediatico su uno dei casi giudiziari più discussi degli ultimi vent’anni, mentre l’attenzione resta puntata sugli sviluppi investigativi e sugli eventuali nuovi elementi che potrebbero emergere.