Garlasco, "Chiara aggredita in cucina". Il giallo delle sette mutandine usate trovate (ma mai analizzate)
La pista della messa in scena, forse orchestrata dal killer
Garlasco, le sette mutande usate mai analizzate. Nuovo elemento che ha dell'incredibile
Il giallo di Garlasco continua e si aggiungono nuovi elementi contraddittori a questa infinita indagine sull'omicidio di Chiara Poggi avvenuto ormai oltre 18 anni fa. I consulenti della famiglia della vittima hanno ridisegnato "l'azione omicidiaria" nella villetta e questa è la nuova ipotesi investigativa.
Un’aggressione in cucina che precede l’uccisione di Chiara. Sequenza diversa e alternativa a quella fatta nel 2007, che portò comunque alla condanna di Alberto Stasi. I periti - riporta Il Corriere della Sera - non si sono limitati alle analisi sui monili che indossava Chiara il giorno del delitto, ma hanno anche ricostruito la possibile dinamica dell’omicidio. E sono giunti a conclusioni diverse rispetto a quelle prospettate dalla Bpa (l’analisi delle macchie di sangue) del 2007 che invece ipotizzava un’aggressione iniziata all’ingresso della villetta.
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"Per noi — spiegano i periti — l’aggressione, che sfocia nell’omicidio, comincia invece in cucina, dove nella spazzatura dell’ultima colazione di Chiara è stato trovato il bricco di Estathé sulla cui cannuccia c’è il Dna di Alberto Stasi".
Emergono nuovi dettagli inediti anche su un altro aspetto, incredibilmente trascurato dagli inquirenti subito dopo il delitto. Nella villetta, infatti, sono stati trovati anche sette slip femminili usati. Quattro ordinatamente piegati dentro un sacchetto di plastica appoggiato sul divano, due in bagno, uno sulla scrivania al piano di sopra. Chiara potrebbe averli messi da parte per portarli a lavare. O gli slip potrebbero far parte di una messa in scena, magari orchestrata dal killer. Ma in mancanza di analisi, si resta nel campo delle ipotesi.