Garlasco, la porta a soffietto impossibile da evitare (ma senza impronte). Torna la pista del doppio killer

La catena di errori, il braccialetto di Chiara e gli altri oggetti mai analizzati

di Marco Santoni
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Garlasco, la porta a soffietto e quel dettaglio che cambia tutto

Il giallo di Garlasco continua ed emergono nuovi dettagli che rendono la vicenda ancora più intricata. Una cosa è assolutamente certa, il killer ha aperto la porta a soffietto che portava al seminterrato, perché il corpo di Chiara Poggi è stato trovato proprio sulle scale che conducevano alla taverna. Ma sulla maniglia di quella porta non ci sono tracce di Alberto Stasi, l'unico condannato per l'omicidio.

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Questo dato di fatto porta a sollevare nuove ipotesi e si riaffaccia anche la pista del possibile doppio killer. Ma non ci sono certezze. In attesa di novità sulle tempistiche della perizia della professoressa Cattaneo (che potrebbe ribaltare le indagini), la famiglia Poggi ha commissionato una nuova consulenza e le analisi del dottor Redaelli, ex poliziotto della Scientifica di Milano, avrebbe già portato a "risultati importanti".

In primo piano ci anche gli oggetti personali di Chiara Poggi, repertati all’epoca dei fatti ma mai analizzati in modo completo. Nel dettaglio, si tratta di braccialetti, della collana con il dente di squalo, dell’orologio, degli orecchini, di un elastico per capelli e di una cavigliera in metallo: una serie di oggetti ritrovati sulla scena o comunque repertati, ma che – secondo quanto emerso – non sarebbero stati tutti sottoposti ad analisi approfondite o complete.

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