Il Papa nella parrocchia di Termini: "Qui tante contraddizioni e violenza dilagante". E sull'Ucraina: "La pace non può essere rinviata"  

Nell’omelia della messa alla parrocchia del Sacro Cuore, a pochi passi dalla stazione Termini, Papa Leone XIV ha richiamato le profonde contraddizioni che attraversano questo snodo centrale della Capitale

di Salvatore Isola
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Il Papa sulla violenza dilagante a Termini e la guerra in Ucraina 

Nell’omelia della messa alla parrocchia del Sacro Cuore, a pochi passi dalla stazione Termini, Papa Leone XIV ha richiamato le profonde contraddizioni che attraversano questo snodo centrale della Capitale, dove si intrecciano integrazione e degrado, solidarietà e illegalità.

Ricordando che Papa Leone XIII chiese a San Giovanni Bosco di costruire proprio in quest’area la chiesa, il Pontefice ha sottolineato la centralità di un luogo destinato a diventare sempre più strategico per la città.

Davanti alla comunità parrocchiale retta dai Salesiani, il Papa ha parlato di un “presidio di prossimità” in un territorio dove convivono studenti universitari, pendolari, immigrati in cerca di lavoro, giovani rifugiati coinvolti in progetti di integrazione e persone senza fissa dimora accolte dalla Caritas di via Marsala.

“In pochi metri si toccano le contraddizioni del nostro tempo: la spensieratezza di chi parte e arriva con ogni comodità e chi non ha un tetto; le potenzialità di bene e una violenza dilagante; la voglia di lavorare onestamente e i traffici illeciti di droga e prostituzione”. La parrocchia, ha concluso, è chiamata a essere “lievito di Vangelo” e “fiammella di luce e speranza” nel cuore della città.

“La pace non può essere rimandata: è un’esigenza urgente che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili”. Lo ha affermato Papa Leone XIV durante l’Angelus, ricordando che sono trascorsi quattro anni dall’inizio della guerra contro l’Ucraina.

Il Pontefice ha rinnovato con forza l’appello affinché “tacciano le armi, cessino i bombardamenti” e si giunga senza indugio a un cessato il fuoco, rafforzando il dialogo per aprire la strada alla pace.

“Invochiamo il dono tanto atteso della pace – ha aggiunto – per il martoriato popolo ucraino e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto nel mondo”, invitando i fedeli a unirsi nella preghiera.

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