‘Ndrangheta, a Scilla il clan imponeva il proprio pesce ai ristoratori

Colpito il sodalizio mafioso "Nasone-Gaietti". Arrestati un consigliere comunale e un tecnico del comune. Indagato anche il sindaco

Cronache
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‘Ndrangheta, 22 arresti nell'operazione "Nuova linea": in manette anche un consigliere comunale e un tecnico del comune di Scilla 

Associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni in concorso, rivelazione ed utilizzazione di segreti d'ufficio, turbata libertà degli incanti, detenzione e porto di armi da fuoco, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, tutte fattispecie aggravate dall'agevolazione mafiosa. Queste le accuse formulate a vario titolo a carico di 22 persone destinatarie di altrettante misure cautelari eseguite questa mattina, nelle province di Reggio Calabria, Verona e La Spezia dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria.

Fra gli arrestati anche un consigliere comunale di Scilla, Girolamo Paladino, di 54 anni, posto ai domiciliari, oltre che un tecnico del Comune di Scilla, Bruno Doldo. Il sindaco del centro del Reggino, Pasqualino Ciccone, di 65 anni, è indagato a sua volta nell'ambito della stessa inchiesta. Paladino è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, mentre per il sindaco Ciccone, detto "Tre culi", come viene indicato nelle intercettazioni telefoniche effettuate nell'ambito dell'indagine. l'ipotesi di reato contestata e' quella di scambio elettorale politico-mafioso.

Nell'ambito dell'operazione, denominata "Nuova Linea", si e' proceduto a un decreto di sequestro preventivo di sei società attive nel settore turistico-balneare, nel commercio di prodotti ittici, bevande ed altri prodotti alimentari per un valore complessivo di circa 1 milione di euro. L’Area interessata dall'indagine e' la Costa Viola e, in particolare, il Comune di Scilla (RC). L'ordinanza di applicazione di misura cautelare e' stata emessa dall' Ufficio del Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, diretta dal procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri.

Il provvedimento, secondo quanto reso noto, costituisce l'esito di una complessa ed articolata attività investigativa, avviata dal 2021 dai carabinieri del Reparto Operativo del comando provinciale di Reggio Calabria, ed avrebbe permesso di ricostruire la persistente operativita' della 'ndrangheta sui territori di Scilla, Villa San Giovanni e Bagnara Calabra. Per quanto concerne il territorio di Scilla, l'indagine ha fotografato l'attuale operatività della cosca "Nasone-Gaietti", la cui esistenza - sostengono gli inquirenti - costituisce "un dato ormai assodato", in eseguito ai processi "Cyrano", "Alba di Scilla" e da "Lampetra".

Dall'indagine odierna sarebbe emersa la figura centrale di un indagato, il quale, rimesso in liberta' nel novembre 2018 e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, avrebbe assunto il ruolo direttivo in seno al sodalizio di 'ndrangheta "Nasone-Gaietti", attivo sul territorio di Scilla, ricevendo la "consacrazione" della potente cosca Alvaro di Sinopoli, costituendo una "nuova linea" di 'ndrangheta e un nuovo assetto criminale nel territorio scillese. In tale contesto, a partire dagli inizi del 2021 si sono registrate, in seno al sodalizio scillese, una serie di contrasti tra gli affiliati legati alla "nuova linea" di 'ndrangheta ed altri sodali, indicati come "quelli della piazza", facenti capo a esponenti storici della cosca Nasone: i contrasti avrebbero riguardato per lo piu' la gestione operativa delle attivita' estorsive ai danni di imprenditori ed operatori economici.

L'organizzazione criminale scillese ha, infatti, posto in essere una pluralita' di condotte estorsive nei confronti di imprenditori coinvolti nell'esecuzione di lavori pubblici, nonche' nei confronti di esercizi commerciali, mediante l'imposizione della fornitura di prodotti commercializzati da imprese occultamente governate da alcuni appartenenti al medesimo sodalizio. Due degli indagati, avvalendosi della forza intimidatoria della storica 'ndrina Nasone-Gaietti, con minacce esplicite, avrebbero costretto una ristoratrice di Scilla ad acquistare le forniture di pesce da una delle imprese sequestrate.

Sarebbe stato, inoltre, documentato come il sodalizio scillese avesse una notevole disponibilita' di armi ed operasse in costante contatto con le altre articolazioni di 'ndrangheta di Villa San Giovanni e di Bagnara Calabra con particolare riferimento alle attivita' estorsive. Dalle indagini sarebbero emersi far luce su numerosi fatti estorsivi perpetrati in danno di imprenditori impegnati nell'esecuzione di alcuni lavori edili pubblici e privati. Ai ristoratori scillesi, in particolare, era imposta la fornitura di prodotto ittici ed altri prodotti alimentari da parte di esponenti della 'ndrangheta.

Sarebbe inoltre emersa l’ingerenza della 'ndrangheta nella vita politica del Comune di Scilla, la cui attività e' oggetto di accesso antimafia, grazie alla complicità di un consigliere comunale e di un tecnico dello stesso Comune. Esponenti del "locale" di 'ndrangheta di Scilla avrebbero anche messo in atto una manovra di trasferimento fraudolento di valori, finalizzata a schermare i capitali aziendali da ulteriori provvedimenti di prevenzione patrimoniale, agevolata dai contatti con l'Amministrazione comunale, che ha facilitato le concessioni demaniali relative alla gestione dei lidi balneari nei confronti di prestanome.

L’attività investigativa, sebbene incentrata sull’operatività della 'ndrangheta sul territorio di Scilla, avrebbe consentito di ricostruire l'esistenza dell'articolazione criminale anche sul territorio di Bagnara Calabra che, oltre ad essersi resa protagonista di condotte estorsive, ha reso palese ai consociati il controllo totale del territorio, organizzando azioni delittuose e accordando "protezioni" ai commercianti di Bagnara Calabra. I decreti di sequestro preventivo riguardano sei società attive nel settore turistico - balneare, nel commercio di prodotti ittici, bevande ed altri prodotti alimentari. Le perquisizioni domiciliari e delle sedi lavorative hanno riguardato, tra gli altri, un indagato per scambio elettorale politico-mafioso.