Il Papa: "Il mondo non si salva affilando le spade". Mattarella: "No alla legge del più forte"

Messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio

Di Sara Barni

Papa Leone XIV

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"Il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli"


Papa Leone XIV è entrato in processione nella Basilica di San Pietro dove ha presieduto la messa nella Solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella ricorrenza della 59/a Giornata Mondiale della Pace, sul tema "La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante".

Dopo la celebrazione della messa, affacciandosi in Piazza San Pietro dalla finestra del Palazzo Apostolico, il Pontefice reciterà la preghiera dell'Angelus.    

"Il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura", ha detto il Pontefice durante la messa.

"All'inizio del nuovo anno - ha detto il Papa nell'omelia -, la Liturgia ci ricorda che ogni giorno può essere, per ciascuno di noi, l'inizio di una vita nuova, grazie all'amore generoso di Dio, alla sua misericordia e alla risposta della nostra libertà".

"Ed è bello pensare in questo modo all'anno che inizia - ha osservato -: come a un cammino aperto, da scoprire, in cui avventurarci, per grazia, liberi e portatori di libertà, perdonati e dispensatori di perdono, fiduciosi nella vicinanza e nella bontà del Signore che sempre ci accompagna". Allora, all'inizio dell'anno, ha proseguito il Pontefice, "mentre ci mettiamo in cammino verso i giorni nuovi e unici che ci attendono, chiediamo al Signore di sentire in ogni momento, attorno a noi e su di noi, il calore del suo abbraccio paterno e la luce del suo sguardo benedicente, per comprendere sempre meglio e avere costantemente presente chi siamo e verso quale destino meraviglioso procediamo".

Al tempo stesso, però, "anche noi diamogli gloria, con la preghiera, con la santità della vita e facendoci gli uni per gli altri specchio della sua bontà". Papa Leone ha voluto evidenziare "uno dei tratti fondamentali del volto di Dio: quello della totale gratuità del suo amore, per cui si presenta a noi - come ho voluto sottolineare nel Messaggio di questa Giornata Mondiale della Pace - 'disarmato e disarmante', nudo, indifeso come un neonato nella culla". E questo, ha sottolineato, "per insegnarci che il mondo non si salva affilando le spade, giudicando, opprimendo, o eliminando i fratelli, ma piuttosto sforzandosi instancabilmente di comprendere, perdonare, liberare e accogliere tutti, senza calcoli e senza paura".

"In questa Festa solenne, all'inizio del nuovo anno, in prossimità della conclusione del Giubileo della speranza - ha quindi concluso -, accostiamoci al Presepe, nella fede, come al luogo della pace 'disarmata e disarmante' per eccellenza, luogo della benedizione, in cui fare memoria dei prodigi che il Signore ha compiuto nella storia della salvezza e nella nostra esistenza, per poi ripartire, come gli umili testimoni della grotta, 'glorificando e lodando Dio' (Lc 2,20) per tutto ciò che abbiamo visto e udito. Sia questo il nostro impegno, il nostro proposito per i mesi a venire, e sempre per la nostra vita cristiana".

In un messaggio al Pontefice, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sottolinea che "L'Italia- che per il suo stesso ordinamento costituzionale 'ripudia la guerra" - "resta fermamente impegnata a offrire il suo contributo per la composizione dei conflitti in corso" e "preservare un ordine internazionale basato sul diritto. La legge della ragione e della giustizia, non quella del più forte" "torni a essere regola delle relazioni internazionali".

"Abbiamo il dovere di resistere" alla "oscura inerzia, rivolta verso abissi della storia che il genere umano ha già tragicamente sperimentato, agendo con rinnovata saggezza e rapidità", afferma il capo dello Stato. 

"Beatissimo Padre, il tema scelto per la cinquantanovesima Giornata Mondiale della Pace 'La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante' - coglie un tratto saliente dell'attuale fase storica, segnata da crescenti inquietudini e, per questa stessa ragione, ancor più bisognosa di aprirsi alla speranza", esordisce il capo dello Stato nel suo messaggio al papa.

"Come Vostra Santità ha argomentato sin dall'inizio del Suo pontificato, la pace richiede amore, giustizia e solidarietà. La sua sede primaria è il cuore di ciascuno, indipendentemente dalla fede professata. Segue un 'percorso incessante', che richiede umiltà, perseveranza, ricerca della giustizia. È quindi un tragitto faticoso - lo è sempre stato nella storia dell'umanità - ma è l'unico che meriti di essere intrapreso. Mentre siamo in cammino, la coraggiosa azione pastorale della Santità Vostra ci è di confortante sostegno e accompagnamento. La Sua voce contribuisce a risvegliare le coscienze, com'è necessario quando la guerra - minacciata o combattuta - torna a essere una malevola realtà o anche solo un rischio plausibile per il nostro vivere quotidiano".

In questi tempi difficili "devono riecheggiare e ammonirci le parole di quell'umile e forte preghiera che sessant'anni orsono San Paolo VI rivolse all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, implorando: 'Mai più la guerra'", scrive Mattarella.

"Allora la comunità internazionale - ricorda il capo dello Stato - affrontava la pericolosa dinamica di un sistema dominato da due blocchi politici e ideologici contrapposti, sotto l'incombente minaccia dell'apocalisse nucleare. Oggi la dimensione del conflitto si apre a una pluralità di nuovi attori, condiziona la vita di milioni di uomini e donne in molteplici modi, dalle forme tradizionali a quelle più sofisticate e sfumate".

"Richiamare la perdurante attualità del discorso di Papa Montini al Palazzo di Vetro non è soltanto un riconoscimento alla lungimiranza di colui che lo pronunciò. Essa discende anche dall'amara constatazione degli insufficienti passi compiuti nel progredire verso un orizzonte di pace che abbracci l'intera comunità internazionale, che oggi appare piuttosto in balia di minacciose derive nella direzione opposta", sottolinea ancora il capo dello Stato.

"Tutti gli uomini e le donne di buona volontà sono chiamati a fare la propria parte per assicurare quella pace che diventa giusta e duratura perché al suo centro è posto il valore supremo della vita umana. Una vita degna e libera da sopraffazioni, libertà che costituisce aspirazione e bene comune per tutti i popoli. Questa non è un'utopia per ingenui ottimisti, ma va intesa come precondizione per la sopravvivenza stessa dell'umanità, specialmente nell'età contemporanea e dinanzi ad avanzamenti tecnologici dal titanico potenziale, ma che pure suscitano interrogativi e dilemmi di coscienza".

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