Danilo Restivo, non solo il caso Claps: c'è lui dietro l'omicidio della studentessa Jong Oki Shin? Ecco tutti i nuovi indizi
Del femminicidio è stato accusato un giovane tossicodipendente, Omar Benguit, che si è sempre professato innocente
Caso Shin, nuovi dubbi sulla condanna di Omar Benguit: l’ombra di Danilo Restivo su un terzo delitto in Inghilterra
Il nome di Danilo Restivo torna al centro di un nuovo caso giudiziario che attraversa Italia e Regno Unito. Già condannato in via definitiva per due omicidi, il 53enne potentino potrebbe ora essere collegato a un terzo delitto avvenuto in Inghilterra nel 2002: l’uccisione della studentessa sudcoreana Jong-Ok Shin, conosciuta come “Oki”.
Restivo sta scontando trent’anni di carcere per l’omicidio di Elisa Claps, la giovane scomparsa a Potenza nel 1993 e ritrovata morta nel 2010 nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità. Nel Regno Unito è stato inoltre condannato a quarant’anni per l’assassinio di Heather Barnett, sua vicina di casa a Bournemouth, uccisa nel novembre 2002. Ora, a riaccendere i riflettori è una lunga inchiesta della BBC, trasmessa dalla storica trasmissione investigativa Panorama, che solleva dubbi sulla condanna all’ergastolo inflitta nel 2005 a Omar Benguit per l’omicidio Shin.
Il caso
Jong Oki Shin, studentessa sudcoreana, fu uccisa a coltellate il 14 luglio a Bournemouth, alle 2:50 del mattino. Le indagini della polizia del Dorset portarono a ritenere responsabile dell'omicidio Omar Benguit, un giovane con trascorsi legati alla tossicodipendenza. Eppure, nuove analisi di tabulati telefonici e immagini di videosorveglianza, materiale che all’epoca non sarebbe stato adeguatamente valorizzato, potrebbero mettere in discussione la ricostruzione che ha portato alla condanna di Benguit, il quale si è sempre dichiarato innocente. Alcune riprese mostrerebbero infatti una figura la cui corporatura non coinciderebbe con quella del condannato.
Il nome di Restivo, stando a quanto emerso, figurava già nei fascicoli investigativi nei mesi successivi al delitto della studentessa sudcoreana. Tuttavia, dopo l’arresto e la condanna di Benguit, la pista alternativa sarebbe stata progressivamente accantonata. Al momento non risultano nuove incriminazioni formali nei confronti di Restivo per l’omicidio Shin, né annunci ufficiali di riapertura del caso da parte delle autorità britanniche, che respingono le accuse di irregolarità nelle indagini.