Crans Montana, Jacques Moretti: “Ventilazione mai controllata dalle autorità”. L'incontro con la madre di due ferite

Jacques Moretti: "Nessuno l'ha usato perché tutti pensavano solo di scappare" e "L'impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone"

di Alberto Ratto

Jacques e Jessica Moretti

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Crans-Montana, interrogato il proprietario del Constellation: “Ventilazione mai controllata”. Estintori non usati e Roma sequestra i telefoni delle vittime

Interrogatorio in Svizzera, a Sion, per Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, teatro della tragedia di Capodanno in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. L’audizione di oggi – riservata anche alle domande degli avvocati delle parti civili – si inserisce nel percorso di accertamenti sulla sicurezza del discobar e sui controlli effettuati prima dell’incendio.

Nel corso dell’interrogatorio, come riporta l'Ansa, Moretti ha dichiarato: "L'impianto di ventilazione del Constellation non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone". Un punto che si aggiunge alle verifiche tecniche sulla struttura del locale, situato in un ambiente interrato, e alle responsabilità che l’inchiesta dovrà ricostruire.

Un altro elemento emerso riguarda gli estintori. Nel locale, secondo quanto riferito, erano presenti quattro dispositivi, ma nessuno sarebbe stato utilizzato durante il rogo. Moretti ha spiegato: "Nessuno l'ha usato perché tutti pensavano solo di scappare". Le perizie tecniche avrebbero inoltre rilevato l’assenza dei cartelli catarifrangenti di segnalazione degli estintori. Sul punto, il proprietario ha affermato: "Non mi ricordo della loro presenza, li avevo incollati con un nastro biadesivo ma si staccavano facilmente al passaggio delle persone. Ho controllato e anche in questo palazzo in cui siamo oggi c'è lo stesso problema: si scollano anche qui".

Per le famiglie e i legali delle vittime, l’attenzione resta alta anche su altri due aspetti: capienza e gestione della serata. "Oggi dobbiamo capire di più sul sovraffollamento del locale e sulla somministrazione degli alcolici ai minori", ha detto Fabrizio Ventimiglia, legale dei familiari di Sofia Donadio, una delle ragazze rimaste ferite. E ha aggiunto: "Quella di oggi è un'audizione importante - ha aggiunto il legale - perché viene dopo quelle dei responsabili della sicurezza del Comune di Crans-Montana, quindi dobbiamo approfondire anche i temi dei controlli".

Durante una pausa dell’interrogatorio, in un’aula del campus universitario di Sion, si è svolto anche un incontro riservato tra Jacques e Jessica Moretti e Leila Micheloud, madre di due ragazze rimaste ferite. A riferirne è stato l’avvocato Sébastien Fanti: "Ovviamente non posso dire che cosa si sono detti - spiega Sébastien Fanti, avvocato di Micheloud - ma è stato un incontro di grande intensità, umanità e semplicità".

Prima di entrare in aula, la donna ha spiegato il senso della sua presenza con parole nette: "Quando hai due figlie che sono quasi morte, che erano sull'orlo della morte, non hai paura di niente. Ma io, io non ho paura di nessuno o di niente. Non ho paura di nessuno, sia chiaro. Io vado e basta, ascolto quello che succede, tutto qui". E ancora: "Sono qui per ascoltare, tutto qui. Sono qui per vedere cosa sta succedendo, - ha aggiunto - e poi, beh, ecco, vedi un volto. Sono la madre di due vittime".

Parallelamente, l’inchiesta ha un fronte anche in Italia. La Procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni dei ragazzi italiani morti o rimasti feriti, per avviare analisi forensi su chat, immagini e dati della notte tra il 31 dicembre e l’1 gennaio. Nel decreto, si legge che "non risulta, allo stato, che le autorità svizzere abbiano disposto il sequestro dei telefoni cellulari in uso alle persone offese del reato, e che gli stessi dispositivi ben potrebbero contenere immagini e/o riprese video relative alla tragedia oggetto di indagine, idonee a documentare la dinamica e le circostanze di tempo e di luogo dei fatti, nonché individuare ipotesi di responsabilità". L’obiettivo è cristallizzare elementi utili a ricostruire la dinamica e a chiarire eventuali responsabilità legate alla sicurezza del locale.

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