Terremoto in Emilia Romagna, paura a Ravenna e Forlì. L'esperto avverte: “Rischio sismico ampiamente noto. Ecco come mitigare i rischi"
Dopo le due scosse registrate oggi, Affaritaliani.it ha intervistato l'esperto Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana
Scosse in Emilia-Romagna: l’Italia trema. Carosi: "Eventi simili non sono una novità"
"Eventi simili non sono una novità". Così Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana, intervistato da Affaritaliani dopo le due scosse di terremoto registrate oggi in Emilia-Romagna, in particolare a Ravenna e Forlì.
Scosse in Emilia-Romagna: una sequenza ancora da definire
"È ancora presto per stabilire se si tratti di un’unica sequenza sismica o di due eventi distinti", spiega Carosi. "Con tutta probabilità le scosse sono legate agli stessi meccanismi tettonici che caratterizzano quest’area del Paese. La regione è infatti interessata dalla propagazione della catena appenninica verso l’avampaese padano-adriatico, un contesto dominato da faglie inverse. Per capire se sia coinvolta la stessa faglia o strutture vicine servono ulteriori dati strumentali e l’eventuale evoluzione della sequenza".
Scosse in Emilia-Romagna: il confronto con il passato
Eventi simili non sono una novità per l’Emilia-Romagna, già colpita in passato da sequenze rilevanti. "Al momento mancano i meccanismi focali, che consentono di ricostruire i piani di faglia", precisa Carosi. "Ma l’ipocentro a circa 20 chilometri indica la presenza di faglie mediamente profonde. Il meccanismo tettonico è verosimilmente lo stesso: l’avanzamento dell’Appennino verso l’Adriatico".
Gli eventi odierni "rientrano nella normale dinamica sismica dell’area", sottolinea il presidente della Società Geologica Italiana. "Le carte di pericolosità mostrano un rischio medio-alto: in queste zone sono possibili terremoti anche fino a magnitudo 5–6". Ogni anno, aggiunge, "si registrano decine di eventi di magnitudo superiore a 2, oltre a numerose micro-scosse rilevabili solo dagli strumenti".
Scosse in Emilia-Romagna: terremoti in aumento in Italia?
Quanto alla percezione di una maggiore attività sismica, Carosi invita alla cautela: "I dati degli ultimi 10-15 anni mostrano una sismicità sostanzialmente costante". L’Italia, spiega, "è un Paese geologicamente molto dinamico: le placche si muovono di alcuni millimetri l’anno, accumulando tensioni che periodicamente si rilasciano sotto forma di terremoti". Eventi in Emilia-Romagna, Friuli, Calabria o nello Ionio "fanno parte di questa dinamica naturale".
"In un Paese esposto a rischi sismici, vulcanici e idrogeologici – conclude Carosi – la conoscenza del territorio è fondamentale". La cartografia geologica nazionale, ricorda, "è completata solo per circa il 50%: investire in questi studi è essenziale per mitigare i rischi e migliorare la sicurezza".