Zoe Trinchero, la mamma rompe il silenzio: "Mi sto torturando per non averle detto di tornare subito a casa quando l’ho sentita quella sera"

Al momento per la morte della giovane si procede per omicidio aggravato dai futili motivi

di Salvatore Isola
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Zoe Trinchero, parla la madre: "Nessun uomo deve alzare più un dito su una donna" 

Mariangela Auddino, madre di Zoe Trinchero, rompe il silenzio dopo la morte della figlia 17ennne uccisa dal 20enne reo confesso Alex Manna, affidando a un audio il dolore e il senso di colpa che la accompagnano da giorni. Zoe è stata gettata nel rio Nizza, nell’Astigiano. "Mi sto torturando per non averle detto di tornare subito a casa quando l’ho sentita quella sera. Nessun uomo deve alzare più un dito su una donna”, ha dichiarato la donna a Fanpage, lanciando un appello alla società civile affinché si mobiliti contro la violenza di genere. La madre definisce senza esitazioni quanto accaduto un femminicidio, ribadendo che ogni donna ha il diritto di dire no e che spetta anche ai genitori educare i figli al rispetto.

Al momento, per la morte della giovane si procede per omicidio aggravato dai futili motivi. L’avvocato della famiglia, Fabrizio Ventimiglia, ha spiegato a Fanpage.it che la scelta potrebbe essere legata alla volontà della magistratura di raccogliere elementi più solidi per dimostrare un eventuale movente legato alla cultura del possesso. Il reato autonomo di femminicidio, infatti, è stato introdotto nell’ordinamento italiano solo nel dicembre 2025 e questo potrebbe essere tra i primi casi contestati con questa nuova imputazione.

Mariangela ha ricordato i progetti condivisi con la figlia: il desiderio di diventare psicologa per aiutare gli altri, la patente, l’acquisto dell’auto per cui la famiglia stava mettendo da parte dei risparmi. “I suoi obiettivi erano anche i miei”, ha raccontato.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane avrebbe condotto Zoe in un luogo isolato, dove l’avrebbe aggredita prima di lasciarla cadere nel rio Nizza, causandone la morte, come confermato dall’autopsia. Dopo l’aggressione si sarebbe recato nell’abitazione in cui viveva per cambiarsi, tornando poi dagli amici che stavano cercando la ragazza.

La madre ha sottolineato il rapporto di fiducia che aveva con la figlia, ricordando l’ultima telefonata, avvenuta la sera del 6 febbraio, poco dopo che Zoe aveva finito di lavorare e prima dell’incontro chiarificatore con il ragazzo. “Mi fidavo di lei, mi avvisava di ogni spostamento. So bene chi è mia figlia”, ha concluso la madre. 

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