Italia e Inghilterra, un amore millenario non sempre corrisposto...

...da Riccardo Cuor di Leone a Southgate

di Lapo Mazza Fontana
Culture
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Orbene parliamo di calcio ma anche di sentimenti, che poi come materia siamo già lì. E quando parliamo di calcio e di sentimenti parliamo di passioni e di fatiche, di tradizioni, di glorie. Eh sì. Parliamo di conflitti e di rivalità, presenti e passate.E sì, parliamo di Italia e Inghilterra, questi due paesi che si amano reciprocamente da sempre a fasi molto alterne.Orbene, lasciamo per un momento stare la mera tifoseria calcistica e dedichiamoci al risvolto sociologico di colore, che per altro tanto incide proprio sulle emozionabili menti puerili delle curve da stadio e peggio, sulle marmaglie stradali e balconate. Quindi premettiamolo subitissimo: li saltiamo a piè pari i fasti della conquista della Britannia di Giulione Cesare, i nefasti massacri della ribelle ed isterica Budicca, il conseguente sterminio degli Iceni, britanni ribelli, e la fondazione della nuova vera Roma, che altro che Costantinopoli o Mosca, fu a tutti gli effetti Londra. Esatto, Londinium, il centro non solo politico e militare ma soprattutto etico e morale di quello che diventerà il secondo grande impero della Storia dell'uomo, e primo per estensione territoriale, anche se finito per soccombere rapidamente al terzo, quello americano, sempre che non soccomba anche quest'ultimo al peggiore in agguato, quello cinese ovviamente.Saltiamo senza fallo le legioni romane per un buon motivo: perché lì, liquidata la prima fase dove gli indigeni erano probabilmente persino cannibali, l'Amore fu se non incontrastato quasi totale. I britanni non furono certo né i primi né i migliori nel romanizzarsi, ma fin da subito ebbero in casa degli oppositori irriducibili alla romanizzazione (fenomeno praticamente unico in Europa, poiché perfino i barbari ultra-trans-germanici e caucasico-asiatici che dopo secoli fecero implodere l'Impero Romano d'Occidente non erano in realtà oppositori di Roma, ma amanti respinti che si presero poi tutto per ripicca).Eh sì, parliamo di quegli stessi SCOTI che tifano da sempre contro la nazionale inglese (anche perché ne hanno una loro, di nazionale, che partecipa pure ai tornei internazionali di calcio coi suoi colori, al pari di quella del Galles, per caso anche lì unico e se vogliamo anomalo in Europa). Quindi, e veniamo al punto, perché  gli SCOZZESI ci fanno escludere la Storia romana da questo piccolo excursus sul LOVE AFFAIR italo-inglese? Ma perché la Caledonia pur sempre Britannia era, e non fu mai conquistata, perciò lì il "love affair" non ebbe luogo proprio mai, mannaggia.

E dopo i romani? Eh, lì non si sa bene tutto: non a caso le leggende di Re Artù, Mago Merlino e i cavalieri della Tavola Rotonda parton da quegli anni avvolti nelle nebbie di Avalon.In seguito, passato l'anno mille, abbiamo la prima ROCKSTAR inglese  dai tempi di Budicca, sì lui, Richard The Lionheart. Ora non faremo nessun pippone biografico; ci limiteremo a dire che ottenne gli allori di fama e gloria del suo tempo ed oltre sicuramente a cagione del suo coraggio in battaglia, ma soprattutto della sua roboante leadership nella celebre Terza Crociata, in special modo dopo che il più celebre Barbarossa finì annegato in un incidente fluviale, con conseguente quasi totale abbandono degli eserciti tedeschi, che tanto sarebbero stati utili per battere Il Feroce Saladino e per riconquistare Gerusalemme. Infatti niente Gerusalemme, anche se Riccardo riuscì comunque a battere il Saladino a più riprese e nella gloriosa battaglia di Arsuf, considerata poi una sorta di vendetta per la disastrosa sconfitta crociata ai Corni di Hattin. Non prima però di aver messo piede sempre vittoriosamente in Sicilia e a Cipro (evento che si dimostrò per altro determinante per il futuro imperialismo inglese fino ai giorni nostri).

E qui la nostra storia segna il punto focale, anzi pianta letteralmente la bandierina. Dopo che anno lo stendardo di San Giorgio, ovvero la bandiera inglese rossocrociata in campo bianco, diventa vessillo per l'Inghilterra, fino a vederla sventolare opposta al tricolore italico allo stadio di Wembley?La notizia non è certa, va bene, ma non furono pochi gli storici che vista la coincidenza temporale attribuirono a Re Riccardo la idea di copiare la bandiera e pure il santo patrono nientemeno che alla Repubblica di Genova, allora tra le massime potenze egemoni nel Mediterraneo, per donare a tali colori fortune ben più mirabolanti di quelle dei pansotti col pesto, che pure anche lì in ambiti di gloria non hanno poi troppo da lamentarsi.

Ebbene sì, gli inglesi non solo hanno ereditato l'impero romano, lasciandoci le briciole, il Papa e una migliore enogastronomia, ma ci hanno copiato pure la bandiera. Mannaggia anche stavolta.

E il prosieguo della Soap Opera, dopo Re Riccardo? Beh, non facciamola troppo lunga. Lo sappiamo, o forse ce ne siamo pure un po' dimenticati, che fino al Rinascimento sempre l'Italia era il centro del mondo. Poi un altro ennesimo italiano scopre l'America e CIAO PROPRIO, l'Italia diventa un villaggio vacanze lacustre e il gioco vero lo giocano gli altri, pure col pigro beneplacito italiota. Eh sì, gli lasciamo pure inventare il Football, o forse gli lasciamo copiare anche quello, visto che a Firenze ancora adesso si gioca il CALCIO STORICO, venuto giusto quei secoli prima della fondazione dello Sheffield Football Club nel 1857.E meglio dimenticarsi proprio delle demenziali sparate mussoliniane sulla notoria "Perfida Albione", finite ovviamente malissimo, by the way dopo secoli di sostanziale luna di miele dove certamente gli inglesi, diventati il faro dell'Occidente, pensavano non senza ragione che gli italiani fossero dei terruncelli scemi e buffi, spesso eleganti, ancor più spesso erotomani, ma pur sempre gente da circo Barnum, che non a caso si erano inventati loro stavolta, o se non proprio loro un loro pronipote yankee.

E fu così che nel dopoguerra, seppellite le fucilate se non proprio le barzellette sui carri armati italiani dotati di sola marcia indietro, la rivalità si fece calcistica, seppure laterale, vista la supremazia italiana e tedesca. Perché anche lì la Storia deve metterci, come in ogni storia d'amore che si rispetti, la ripicca, il danno oltre la beffa seguito spesso da apoteosi. Apoteosi sempre temporanea, certo, fino al prossimo torneo e alla ripicca successiva.

Ma allora chi vuol più bene a chi, la romantica ragazza inglese o l'impomatato gagà mediterraneo? Risposta impossibile, come per tutte le storie d'amore, che son fatte di falli, di tiri in porta e di esultazioni, qualche volta persino da entrambe le parti.