Addio alle botteghe e negozi in crisi, migliaia di attività costrette a chiudere. Il numero è al di là di ogni immaginazione

Così l'e-commerce e lo spopolamento hanno spazzato via tradizioni centenarie

di Marco Santoni
Economia

Negozi e botteghe, la grande crisi. Confesercenti: "Così il commercio fisico si sta riorganizzando"

L'Italia si svuota sempre di più e l'e-commerce avanza. Questo mix di combinazioni ha portato a un dato ormai consolidato e molto triste. Sempre più negozi chiudono, soprattutto botteghe centenarie e in particolari nei piccoli comuni. Quei riferimenti della comunità, specie dei paesini, e simboli della tradizione e della manifattura italiana. Questo è quanto emerge da un approfondimento di Confesercenti. Il retail fisico si trasforma: tra il 2011 e il 2025 sono scomparsi oltre 103mila negozi, ma la superficie commerciale complessiva è aumentata del +7,4%, grazie all'allargamento della dimensione media dei punti vendita, passata da circa 117 a 144,5 metri quadrati, un balzo del +23,8%.

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"I numeri ci dicono che il commercio fisico non sta semplicemente diminuendo: si sta riorganizzando", commenta Nico Gronchi, presidente Confesercenti. "I punti vendita medi crescono, ma arretrano gli estremi: micro e piccoli formati scompaiono e le maxi-superfici si ridimensionano. La riorganizzazione, però, ha un costo, e le vittime sono i piccoli esercizi indipendenti, quelli che per dimensione garantivano specializzazioni - giocattoli, ferramenta, alimentare di vicinato - e che costituiscono un punto di riferimento per la comunità. Per questo servono politiche che tengano insieme due obiettivi: fermare la desertificazione e accompagnare la crescita e l'evoluzione di chi può investire e innovare".

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