Autostrade: nel Pef un possibile aumento delle tariffe. La versione di Aspi

L’amministratore delegato dell’azienda descrive la situazione: nel Piano Economico Finanziario previsto un aumento tariffario ma nulla è deciso

Economia
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Autostrade per l'Italia cerca di aumentare le tariffe

"Dal 2018 noi non abbiamo mai incrementato le tariffe. Attualmente abbiamo una previsione di incremento delle tariffe di 1,58%, che rispetto ai numeri che stiamo vedendo sono assolutamente risibili. Sarebbe previsto dal piano economico finanziario a partire da fine giugno-luglio di quest'anno. Siamo, credo, un sistema delle concessioni che sta reggendo questo incremento dei prezzi, dobbiamo gestirlo con grande oculatezza, come è stato fatto". Lo ha detto l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Roberto Tomasi. E, ovviamente, è partita la polemica. Tanto che Aspi ha dovuto fare una parziale retromarcia, con una nota pomeridiana in cui annuncia che l’eventuale incremento è ancora in fase istruttoria e non è stato ancora deciso dalle istituzioni competenti. Vero, sono quattro anni che le tariffe non vengono toccate. Ma forse il momento non era dei più propizi per un'uscita di questo tipo da parte dell'amministratore delegato. 

Nel pomeriggio è arrivata la nota di Autostrade per l'Italia: "In merito alla notizia sulle previsioni di aumento del pedaggio, Aspi ribadisce che è in corso un’istruttoria in sede ministeriale e dunque, come specificato questa mattina dall’Amministratore Delegato Aspi Roberto Tomasi, non ancora deliberata dalle Istituzioni preposte.  Già inserita nel Pef (il Piano Economico e Finanziario di Autostrade per l’Italia), recepito il nuovo modello Art, questa rimodulazione prevede un aggiornamento calmierato del +1.5% del pedaggio, dopo un periodo di blocco tariffario durato 4 anni, a partire dal 2018. Si chiarisce inoltre che la revisione tariffaria, essendo già inserita nel Pef, è precedente e dunque non è consequenziale all’attuale incremento dei costi dei materiali".

"Meno male che dopo la sparata di oggi, dove già prevedevano un aumento dell'1,5%, all'Aspi si sono accorti che le tariffe devono passare al vaglio sia dell'Autorità dei trasporti che del ministero" commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. "La riforma dei pedaggi di Art per fortuna impedisce rincari spropositati ed ingiustificati a danno dei consumatori, non consentendo di inserire voci improprie per giustificare i rialzi dei pedaggi, a fronte di investimenti inesistenti e servizi per gli utenti invariati. Senza contare che ora l'Authority, a fronte di verifiche annuali, può anche revocare gli aumenti già decisi in caso di mancato rispetto dei cronoprogrammi" conclude Dona.

Sconcerto anche da parte di Assoutenti. Qualsiasi aumento delle tariffe autostradali per la rete di Aspi sarà impugnato dinanzi al Tar del Lazio, al fine di bloccare incrementi vergognosi dei pedaggi che non appaiono in nessun modo giustificati. Lo afferma l’associazione dei consumatori commentando le dichiarazioni di Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l'Italia, secondo cui è previsto un aumento delle tariffe dell’1,5% da fine giugno.

“Anche solo l’idea di aumentare il costi dei pedaggi sulla rete Aspi è improponibile – afferma il presidente Furio Truzzi – Gli automobilisti che utilizzano l’infrastruttura autostradale pagano ogni giorno il prezzo di un servizio in netto peggioramento, tra cantieri, ritardi, traffico e criticità varie, e proprio in tal senso e per la logica del price-cap le tariffe dovrebbero diminuire, non certo aumentare. Senza contare che Aspi è oramai tornata in mano pubblica con il passaggio alla guida di Cassa Depositi e Prestiti”. “Per tale motivo, qualora il Ministero dei Trasporti dovesse autorizzare l’incremento tariffario, Assoutenti ricorrerà al Tar del Lazio impugnando i relativi atti, a tutela degli utenti delle autostrade” – conclude Truzzi.