Borsa, Piazza Affari in netto calo. Dall'energia alle banche, giù tutti i titoli. Si salva solo Monte Paschi
Borse europee in netto calo dopo che il presidente Donald Trump ha minacciato nuovi dazi su otto Paesi europei per forzare il "completo e totale acquisto della Groenlandia"
Borse, Europa in rosso con tensioni Usa-Ue su dazi per la Groenlandia
Piazza Affari prosegue in netto calo, in linea con le altre Borse europee, appesantite dalle nuove tensioni sui dazi dopo le minacce lanciate da Donald Trump nel tentativo di forzare l'acquisto della Groenlandia. I membri della Nato contrari al piano rischiano un potenziale dazio del 10% a partire dal primo febbraio, che salirà al 25% a giugno, a meno che non si raggiunga un accordo.
I leader europei hanno discusso di possibili misure di ritorsione, tra cui il ripristino del piano dello scorso anno per imporre tariffe sui beni statunitensi, mentre il presidente francese Macron avrebbe sollecitato l'attivazione dello strumento anticoercitivo dell'Ue.
Al parziale di circa metà seduta, l'indice Ftse Mib perde l’1,49% a quota 45.119 punti. Sul listino, Tim perde l’1,09%, male nell’automotive Stellantis con un -1,97%. In controtendenza il comparto della difesa con Leonardo a +2,20%. Negativi i bancari con Mediolanum a -1,72%, Intesa -1,13%, Unicredit -1,51%, Banco Bpm -0,55%.
Fa eccezione Mps (+0,57%) al centro delle cronache in vista della messa a punto del piano di consolidamento di Mediobanca e del rinnovo del cda con il dubbio della conferma dell’Ad, Luigi Lovaglio. Pesante Stm (-4,75%). Male anche il lusso (Cucinelli -2,67%, Moncler -2,12%). Negativi i principali energetici: Eni -0,83% ed Enel -0,80%.
Sul fronte valutario, l'euro si muove in rialzo sul dollaro sopra quota 1,06. La moneta unica passa di mano a 1,1630 sul biglietto verde (+0,28%) e a 183,70 sullo yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 157,95 (-0,10%).
Spread in rialzo
Sul mercato obbligazionario, lo spread tra Btp decennali e omologhi Bund tedeschi viaggia in lieve rialzo a 63 punti base, rispetto ai 62 punti dell'avvio e dell'ultimo closing. Il rendimento è al 3,46%.
Nuovo record dell'oro
I prezzi dell'oro sono saliti di oltre l'1% in apertura di settimana, superando i 4.660 dollari l'oncia e toccando un massimo storico, mentre gli investitori si sono riversati sui beni rifugio dopo l'annuncio del presidente Trump di nuovi dazi contro Paesi europei. Sabato Trump ha dichiarato che imporra' una tariffa del 10% sui beni provenienti da otto nazioni europee a partire dal primo febbraio, in risposta alla loro opposizione al controllo statunitense della Groenlandia. L'aliquota potrebbe salire al 25% entro il primo giugno se non verrà raggiunto un accordo per il "completo e totale acquisto della Groenlandia".
L'annuncio ha alimentato preoccupazioni in Europa: nei prossimi giorni i leader europei dovrebbero tenere una riunione d'emergenza per valutare possibili contromisure, inclusi dazi su beni statunitensi per un valore di 93 miliardi di euro. Il metallo prezioso era già su una traiettoria nettamente rialzista dall'inizio dell'anno, dopo la forte performance del 2025, sostenuta dall'instabilità politica in Venezuela, dal riemergere di timori sull'indipendenza della Federal Reserve e dalle attese di ulteriori tagli dei tassi negli Stati Uniti.