BrewDog verso la vendita: la parabola discendente del birrificio che fu "punk"
L'azienda è alla ricerca di nuovi investitori ma valuterebbe anche la vendita
BrewDog in vendita: il birrificio non sta vivendo un momento positivo dopo la chiusura di diversi bar nel Regno Unito
Il birrificio scozzese BrewDog lavora a un riassetto pubblicitario. Secondo quanto afferma bbc.com, l'azienda avrebbe incaricato una importante società di consulenza finanziaria di trovare nuovi investitori o di valutare una possibile vendita. BrewDog nasce nel 2007 nel garage di James Watt e Martin Dickie e in pochi anni, anche grazie all'utilizzo massiccio del crowdfunding, è arrivata a oltre 200 locali in tutto il mondo e birrifici in Scozia, USA, Australia e Germania per un totale di quasi 1.400 dipendenti.
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La crisi inizia con il documentario "The Truth About BrewDog" della BBC dove è emersa una gestione non esattamente trasparente dal punto di vista finanziario e accusa di un ambiente di lavoro tossico. In seguito l'azienda, conosciuta per le sue campagna pubblicitarie aggressive, ha deciso di concentrarsi sulla produzione di birra artigianale, fermando quella di gin e vodka, dopo aver perso 37 milioni di sterline e aver chiuso dieci bar nel Regno Unito.
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Il cambio al vertice d'altronde è già avvenuto da tempo. James Watt ha abbandonato il ruolo di CEO per assumere quello di "captain e co-founder" mentre Martin Dickie ha detto addio a BrewDog per motivi personali. Non si esclude quindi che l'azienda possa essere venduta e avvenga poi in seguito lo scorporo delle diverse attività.