Energia, Confindustria lancia l’allarme sull’impennata dei costi in Italia
Confindustria bacchetta il governo Meloni per il “decreto Agricoltura“. Il delegato per l’Energia spiega gli effetti di questa misura: “In Italia – dice Aurelio Regina a Il Sole 24 Ore – i costi rispetto all’Ue raddoppiano“. Tutto è legato al “limite per l’istallazione dei pannelli fotovoltaici” e questo impatta “negativamente sulla produzione di energia rinnovabile necessaria a soddisfare gli obiettivi di decarbonizzazione competitiva delle imprese industriali”. Regina ha usato parole forti in audizione presso la commissione industria del Senato per la conversione del decreto, e ha rappresentato l’impatto del provvedimento sulle imprese industriali italiane. La preoccupazione principale è che questa limitazione, riducendo la possibilità di istallare i grandi impianti fotovoltaici cosiddetti “utility scale” che hanno costi minori di realizzazione, possa far impennare il prezzo dell’energia in Italia.
Leggi anche: Terna, ad aprile consumi elettrici a +1,1% rispetto all’anno precedente
“Voglio fornire un panorama di riferimento che più preoccupa il sistema industriale italiano e si riferisce – ha proseguito Regina in commissione Industria e lo riporta Il Sole – al costo dell’energia elettrica. Noi siamo in una situazione di particolare svantaggio competitivo rispetto ad altri paesi europei. Il divario di prezzo tra Italia e Germania è del 39%, non è mai stato così alto. Ad aprile 2024 il divario tra Italia (a 86,8 euro a megawattora) e gli altri paesi europei è stato molto marcato: +39% rispetto alla Germania (62,36 euro a megawattora), +207% rispetto alla Francia (28,23 euro a megawattora) e +535% rispetto alla Spagna (13,67 euro a megawattora). Capite come questo divario competitivo all’interno dell’Ue mini le fondamenta dello stesso mercato unico europeo, rendendo i paesi appartenenti alla Ue in competizione tra di loro”.



