Criptovalute, crollo del Bitcoin di oltre il 50% (rispetto ai tempi record). Tether, cosa c'è dietro al calo dell'utile netto
Qualche analista comincia a definirla la fine di un'epoca: ecco perché
Criptovalute mai così male: ecco che cosa sta succedendo
Il crollo del valore delle criptovalute sembra senza fine, tanto che qualche analista comincia a sbilanciarsi e a definire questa fase la fine di un'epoca. Basti pensare a quello che sta succedendo alla regina delle cripto, vale a dire il Bitcoin. Dai massimi registrati a ottobre, quando aveva toccato quota 126.000 dollari, la principale valuta digitale ha perso oltre il 50%, bruciando centinaia di miliardi di capitalizzazione e riportando il mercato in una fase di forte incertezza. Non si tratta solo di volatilità. Questa volta il ribasso apre interrogativi più profondi sulla struttura, sulla maturità e sul valore economico dell’ecosistema cripto. Il settore delle criptovalute è oggi più integrato con la finanza tradizionale rispetto ai cicli precedenti.
La presenza di ETF, fondi istituzionali e piattaforme regolamentate ha aumentato la dimensione economica del fenomeno. Ma ha anche reso Bitcoin più esposto ai movimenti macroeconomici globali, ai tassi di interesse e alla propensione al rischio degli investitori. Riflettori puntati anche su Tether che ha chiuso il 2025 con utili netti superiori ai 10 miliardi di dollari. Ma in calo del 23% rispetto ai 13 miliardi del 2024. Il gruppo, noto per essere uno dei principali emittenti di stablecoin, negli ultimi mesi è salito al ruolo di secondo azionista della Juventus, alle spalle di Exor, e ha anche tentato senza successo di acquisire il controllo del club bianconero, proposta respinta dalla holding della famiglia Agnelli-Elkann.