Dazi, Trump lancia nuove tariffe al 15%: ecco l'impatto sulle aziende italiane. E Tajani chiede unità all'Ue

Il calcolo della perdita potenziale e la parola che più terrorizza: incertezza

di Marco Santoni

Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari
 Esteri

Economia

Dazi, tutto da rifare: cosa cambia per le aziende italiane con le nuove tariffe

Da domani scatteranno le nuove tariffe per quanto riguarda i dazi imposti da Trump. Ma a deciderlo questa volta è stata la Corte Suprema degli Stati Uniti. Dalle 6 del mattino (In Italia) cambierà tutto, perché subito dopo la sentenza è stato lo stesso Trump a imporre nuovi dazi a tutti, prima al 10% e poi al 15. I dazi USA, con tariffe previste del 15%, potrebbero impattare le esportazioni italiane con una perdita potenziale tra 7 e 22,6 miliardi di euro. I settori più esposti sono agroalimentare, meccanica, automotive, moda e lusso. Per chi esporta, il punto non è solo quanto si paga in dogana, ma se il quadro resta valido abbastanza a lungo da giustificare un investimento.

Leggi anche: Dazi, martedì 24 febbraio scatta lo stop a tutte le tariffe illegali. Ora per Trump i conti non tornano più

Se una filiera deve decidere oggi prezzi, contratti, coperture valutarie, scorte e tempi di consegna per i prossimi sei-dodici mesi, la volatilità normativa diventa un costo immediato. E infatti, nel dibattito di queste ore, il termine ricorrente è uno solo: incertezza È "fondamentale che l’Unione si presenti unita sul caso dazi, siamo in pieno accordo con la nota europea in cui si chiedono 'certezze'". A dirlo, in un colloquio con il Corriere della Sera, è il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. Che aggiunge: "Vogliono una guerra commerciale? Le prime a non volerla sono proprio le imprese, che non ne avrebbero nulla da guadagnare".

Quando Trump ha imposto i dazi, l'estate scorsa, "sembrava che sarebbe crollato tutto: in realtà con grande sforzo e capacità l’Europa è riuscita a far fronte ai dazi, abbiamo trovato un’intesa che a questo punto potrebbe anche essere confermata. Ma non è alzando i toni che otteniamo accordi che non ci danneggino. Vorrei vedere cosa farebbero loro al nostro posto", annota il ministro degli Esteri. "Ad oggi rischia di essere più pericolosa la svalutazione del dollaro rispetto all’euro che non i dazi. La Bce dovrebbe intervenire sul costo del denaro", spiega ancora Tajani.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DI ECONOMIA

Tags:
aziende italianedazitrump