Euro digitale, l'appello di 70 accademici per accelerare i tempi: ecco perché è così importante per il mercato europeo
Il timore è che l'Europa perda la sovranità sulla sua moneta digitale in favore dei colossi dei pagamenti extra Ue
Euro digitale, per 70 accademici europei la scadenza del 2029 è troppo lontana nel tempo
L'euro digitale dovrebbe arrivare nel 2029 ma per 70 accademici europei sarebbe opportuno anticipare i tempi. Il celebre economista francese Thomas Piketty insieme a un nutrito gruppo di colleghi ha inviato una lettera al Parlamento europeo in cui si chiede di fare presto, in quanto il futuro della moneta digitale è fortemente influenzato dagli interessi da parte di alcuni "lobbisti" del settore bancario ma anche da forze extra Ue nel settore dei pagamenti (americane e cinesi in primis) e realtà finanziarie alternative al sistema tradizionale.
Leggi anche: Fusioni e acquisizioni, il mercato italiano rallenta nel 2025: 1.350 operazioni per 70 miliardi. Chi cresce e chi frena
Attualmente il progetto dell'euro digitale è in discussione proprio presso il Parlamento Ue. La bozza si aggiungerà poi al lavoro già svolto dal Consiglio europeo e dalla Commissione per arrivare alla formulazione di una norma definitiva in merito alla moneta digitale, che verrà poi emessa dalla Banca centrale europea (Bce).
Nell'appello degli accademici europei, rilanciato anche dal Sole 24 Ore, si afferma che se entro maggio gli europarlamentari approvassero un testo sovrapponibile a quello proposto dal Consiglio, "il trilogo avrà tempi rapidi e il regolamento che darà vita legale all’euro digitale potrà essere varato entro la fine del 2026: l’euro digitale potrà entrare in circolazione nel 2029”. Tale scadenza sarebbe però troppo lontana nel tempo. Gli esperti quindi consigliano di tagliare gli emendamenti superflui per arrivare all'approvazione del solo regolamento entro il 2027.
Leggi anche: Tasse, Irpef tagliata al 33%. Quanto e chi avrà un risparmio in busta paga. Le cifre esatte per scaglioni (fino a 440 euro in più)
L'euro digitale, sottolineano gli accademici, è fondamentale per la sicurezza del mercato finanziario europeo ma per poter essere efficace deve essere ampiamente diffuso: "deve poter funzionare online e offline, proteggere la privacy ed essere utilizzabile da tutti i residenti europei, anche quelli che non hanno un conto corrente bancario". Il timore neanche troppo nascosto degli esperti è che senza la moneta digitale siano gli USA a prendere definitivamente il controllo del settore dei pagamenti digitali. Come sottolinea Key4Biz, poi, per il successo del progetto sarà comunque necessario un forte sostegno delle banche.